Alice, non è il paese delle meraviglie, di Giuditta Ross

AeP - Alice, non è il paese delle meraviglie

Autore: Giuditta Ross
Serie: Gli eredi della foglia, libro 1
Lunghezza stampa: 503 pagine
Editore: Triskell Edizioni
Lingua: Italiano
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Trama:

Alistair St. Clare è una creatura potente. Un raro vampiro. Cammina sul mondo da secoli e conosce molto bene se stesso e il suo posto nel variegato substrato di esseri non umani che popolano la terra, perennemente in conflitto gli uni con gli altri. Da sempre si destreggia sul filo del rasoio di delicati equilibri di potere. Sa bene che lasciarsi ammaliare da due begli occhi dorati potrebbe costargli tutto ma, improvvisamente, il ferreo pragmatismo di una vita svanisce sostituito da un bisogno selvaggio e folgorante.
Alice non è che una semplice piccola vampira in un mondo di lupi mannari. O almeno così pensa. Non sa nulla di sé, solo quello che il vecchio Noan le ha detto da quando si è svegliata, senza un briciolo di memoria di ciò che era. La sua vita si trascina sospesa tra il lavoro al pub, la stramba amica ‘Dhu e un ragazzo carino che le lascia affondare le zanne in lui di tanto in tanto. Questo finché il suo passato non torna prepotentemente a reclamarla. 
Alice scoprirà che non c’è nulla di semplice nella sua vita da vampira, che l’uomo dei suoi sogni è un tipo da incubo che non si fermerà davanti a nulla pur di tenerla al sicuro. 

Recensione:

Pensavo di aver già letto tutto su vampiri, licantropi e fate, ma Alice, non è il paese delle meraviglie mi ha incredibilmente smentito!

È il romanzo d’esordio di un’autrice, Giuditta Ross, che dimostra fantasia e talento nello scrivere una storia che, nonostante parli di personaggi fantastici già ampiamente trattati, è ugualmente originale e affascinante!

Mi ha entusiasmato tutto in questo romanzo. Il titolo, tanto per iniziare, i suoi personaggi, affascinanti e indimenticabili, sia i principali che i secondari, le ambientazioni abilmente costruite e sapientemente descritte, la parte romantica e passionale e le sotto trame che promettono sviluppi che suscitano curiosità e attesa.

Alice è un bellissimo personaggio, uno dei migliori letti finora. Di lei mi è piaciuto il suo essere ragazza, una ragazza di venticinque anni, con tutte le contraddizioni di quell’età, ma soprattutto con la sua schiettezza, il suo temperamento – sue sono le battute più belle del romanzo – e la sua forza di carattere, che la porteranno a prendere decisioni sbagliate e soprattutto dolorose, ma a suo vedere necessarie, per scoprire la verità, soprattutto su se stessa.

Alistair è un vampiro passionale, come quelli che abbiamo imparato a conoscere e amare nei paranormal romance di scrittrici come la Frost, la Ward e la Ione. Un vampiro che quando ama lo fa in modo totale, diventando pericoloso e letale per chiunque si frapponi tra lui e l’oggetto del suo amore. Eppure, anche in questo caso, il bel vampiro risulterà in qualche modo diverso rispetto ai suoi “colleghi”, e capace di azioni, dopo un esordio dove apparirà non troppo simpatico, che davvero commuoveranno il lettore.

Intorno a loro si avvicenderanno altri personaggi, ciascuno con il suo bel carico di segreti e misteri. Non svelo niente perché è mia consuetudine raccontare il meno possibile della trama, ma tenete a mente soltanto due nomi, Nair e Mo. Sarà su di loro il prossimo libro? Io spero di sì.

Un romanzo d’esordio, dicevo all’inizio, eppure l’autrice riesce nel difficile compito di tenere incollati alle pagine, tanto da non sentirne la lunghezza, proprio per lo stile fluido ed evocativo della narrazione. Descrizioni precise, vivide, coerenti con i punti di vista, svolti in terza persona, che adoro e che fanno immergere nelle sensazioni e nei sentimenti dei personaggi che di volta in volta si alternano. Le pagine sensuali hanno la rara prerogativa di essere coinvolgenti e cariche d’eros senza essere esplicite, nonostante non siano per niente corte! E la storia d’amore è davvero meravigliosa.

Non sarà un paese delle meraviglie? Forse sì o forse no. Nei regni dei Fae Luminosi e in quelli dei Grigi non mancano spietate lotte di potere e ci sono, infatti, pagine piuttosto drammatiche a proposito, ma anche in questo Giuditta è stata maestra nel suscitare le emozioni forti, lasciando al lettore la facoltà di usare la propria fantasia.

Soltanto verso la fine del romanzo ho avvertito una preponderante tendenza a raccontare la storia piuttosto che mostrarla, quasi come se l’autrice avesse avuto timore di aver scritto troppo e di non riuscire ad arrivare alla conclusione. È una cosa che però posso giustificare con il fatto che questo è il suo primo lavoro, ma ciò non toglie che si abbia la netta sensazione di trovarsi davanti a una scrittrice di talento che molto avrà da dare nel panorama letterario dei fantasy di casa nostra!

Annesa

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