Una rispettabile posizione, di K.J. Charles

una-rispettabile-posizione

Autore: K.J. Charles
Serie: Consorzio di gentiluomini
Lunghezza stampa: 267 pagine
Editore: Triskell Rainbow
Lingua: italiana
Traduzione a cura di: Claudia Milani
Acquistabile qui

Trama:

All’interno del suo eccentrico ma probo gruppo di amici, Lord Richard Vane ricopre il ruolo del confidente da cui tutti dipendono per consigli, integrità morale e un riservato sostegno. Tuttavia, quando Richard ha un problema, è al suo valletto che si rivolge, un faccendiere di impareggiabile abilità, e l’oggetto dei suoi desideri più segreti. Se c’è però una regola a cui un gentiluomo non deve sottrarsi è quella di non intrattenere rapporti personali con la servitù. Ma ogni volta che David gli è vicino, le regole di classe si scontrano con il più basilare degli istinti animali: un’impareggiabile lussuria.

Per David Cyprian, furto e ricatto sono all’ordine del giorno come lucidare gli stivali: farebbe qualsiasi cosa per l’uomo a cui è devoto. Ma l’unica cosa che David desidera per se stesso è proprio quella che Richard rifiuta di concedere: il suo cuore. E quando la tensione fra i due cresce al punto da essere intollerabile, il suo apparentemente incorruttibile padrone sembra non lasciargli scelta: servendosi delle sue perfezionate capacità di seduzione e manipolazione, David convincerà Richard a dimenticare tutte le sue obiezioni e cedere alla sua dolce e peccaminosa tentazione.

Recensione:

Dulcis in fundo, dice un vecchio adagio e, davvero, K.J. Charles ha riservato il dolce per il terzo e ultimo episodio della serie Consorzio di gentiluomini.

Confesso che, sapendo chi fosse la coppia protagonista di quest’ultima storia, l’aspettavo più per affetto che altro, consapevole sì della bravura dell’autrice, ma senza riuscire a immaginare quale vicenda ne sarebbe uscita e se l’avrei trovata interessante e coinvolgente come le due precedenti. Invece, ciò che ho trovato tra le pagine di Una rispettabile posizione è andato oltre le mie più rosee aspettative e mi ha letteralmente rapito il cuore, sia per la storia intensissima, sia per l’intrico di avvenimenti e colpi di scena.

La storia di Richard Vane e David Cyprian è la storia romantica per eccellenza, quella dell’amore impossibile, diviso dalle convenzioni sociali, dalla differenza di nascita e definizione dei ruoli, quello che, se fosse stato tra una donna e un uomo, avrebbe dato origine a una sconveniente “mésalliance”. È la storia d’amore tra un nobile e il suo valletto.

Un amore ancora più impossibile di quello tra Dominic e Silas, perché Silas è comunque un uomo che si considera libero, con un’attività indipendente, quella del libraio, e che peraltro ha speso anni a combattere proprio le ingiustizie sociali.

Cyprian no. David Cyprian è un valletto, consacrato alla cura del suo padrone, a cui si dedica in qualsiasi momento del giorno e della notte, mostrando cura e perizia anche nelle mansioni più semplici, come vestirlo o spogliarlo.

Era forse il valletto più pagato di Londra e di certo uno dei più invidiati. L’eccezionale Cyprian lo chiamavano alcuni, così come il valletto di Brummel era stato L’eccezionale Robinson, e se avesse mai lasciato il servizio di Lord Richard, sarebbe stato capace di prevedere con precisione matematica chi sarebbe stato il suo prossimo padrone e con quale paga lo avrebbe assunto. Avrebbe dovuto essere sufficiente per un uomo nella sua posizione e con il suo passato. Più che sufficiente.
Ma non lo era. Perché se David Cyprian fosse stato chiamato a descrivere cos’era per lui l’Inferno, avrebbe risposto che era trascorrere notte dopo notte nella camera del suo signore, notte dopo notte spogliarlo con parole mormorate e cura infinita e poi tornare in una stanza vuota, da solo.

 Certo, il nostro David è molto di più: la sua intelligenza gli ha permesso di essere un alleato prezioso, non solo per Richard, ma anche per tutti i Riccardiani, l’uomo giusto al momento giusto, grazie al quale tutto si sistema, come per magia. Cyprian il valletto non si vergogna di quello che è, anzi, ne è ben fiero, conscio del suo ruolo e della fortuna che ha nel servire un uomo della levatura di Richard Vane, e il suo impegno e l’abilità di servitore sono espletati con passione e devozione. La sua bravura è leggendaria, al punto da renderlo ambito da tutti i gentiluomini e fargli valere l’appellativo di “Eccezionale Cyprian”.

Richard Vane è un nobile, altrettanto conscio della sua posizione e del suo ruolo. Al contrario di molti altri suoi pari, pur non coltivando simpatie per i movimenti ribelli e radicali, ha in sé un innato senso di giustizia e non lesina cortesie ai suoi sottoposti, rendendosi un padrone oltremodo ambito e soprattutto rispettato. È proprio per quel suo senso di giustizia e lealtà che non manifesta i suoi sentimenti a Cyprian, temendo di obbligarlo a subire una relazione che il domestico non potrebbe rifiutare, essendo abituato a obbedirgli comunque, oppure di renderlo oggetto di sgradevoli attenzioni. Di tutt’altro avviso è invece David, che null’altro chiede se non di amare Richard, anche se ciò significasse restare comunque e per sempre il suo valletto.

Nessuno avrebbe creduto che Richard abbandonasse frettolosamente gli svaghi serali perché farlo gli concedeva più tempo in compagnia del suo valletto, né che gli importasse tanto dell’abbigliamento perché rendeva due ore di vestizione con Cyprian la norma. E nemmeno che preferisse la conversazione con un servo in livrea a quella con chiunque fra i gentiluomini che considerava i suoi amici più cari.
Non voleva che i suoi sentimenti diventassero oggetto di facezie o curiosità. Non voleva che il suo valletto diventasse oggetto di battute sconce più di quanto voleva diventarlo lui stesso. Non voleva causare a Cyprian altro dolore.

Senza voler svelare niente della trama, basti sapere che l’autrice ci accompagna nell’animo e nel cuore di entrambi protagonisti, portando allo scoperto passato e segreti dolorosi, disegnando le loro personalità in modo davvero sorprendente, in un incredibile gioco degli equivoci, sviluppando il tutto attorno a intrighi e congiure, fino alla fine in un climax da cardiopalma.

Diversamente dai primi due, in questo terzo capitolo la connotazione storica si direbbe venire a mancare, non essendoci particolari episodi storicamente autentici, tuttavia vi è un preciso spaccato della società inglese del periodo, con le sue regole rigide e crudeli, che non risparmia nessuno, forse escludendo i sovrani.

Ci sono due personaggi che più rappresentano quanto queste convenzioni e il loro mancato rispetto potessero portare a dolorose conseguenze: le madri di entrambi i protagonisti. La loro impossibilità di adeguarsi ai ruoli a esse destinati sconvolgerà le loro esistenze, con ripercussioni gravi anche per i loro figli. La condizione della donna è stata per lungo tempo ben misera e priva di qualsiasi libertà e non è assurdo constatare che nel romanzo la vicenda più tragica sia proprio quella della madre di Richard, mentre si troverà una quantomeno serena conclusione per quella di David.

Per il resto, lo stile narrativo è lo stesso dei libri precedenti: scene sapientemente descritte, tutto reso vivido e realistico attraverso dialoghi, pensieri, anche silenzi, con quel linguaggio tipico dei romanzi Regency, sapientemente resi da una traduzione pressoché superba che non si è mai smentita in tutti e tre i romanzi.

«Il mio valletto, il mio braccio destro e il mio bastardo dai capelli rossi. Devo per forza essere contento con voi perché sono stato così scontento senza che mi stupisco di avere ancora degli amici. Vi amo, David. E so bene che nessun uomo è un eroe per il suo valletto, ma io farò del mio meglio.»
«Non potrei chiedere di più.» Gli fece scorrere le dita sul viso. «Più di quanto speravo e… tutto ciò che ho sempre sognato, in effetti, ma ho dei sogni molto ambiziosi.».
«I miei invece sono semplici,» disse Richard. «Voi nel mio letto per tutto il tempo che vorrete. E io interamente al vostro servizio.»

In conclusione, la serie Consorzio di gentiluomini finisce davvero nel modo più romantico e passionale e, anche se mi dispiace dire addio ai suoi bellissimi protagonisti, trovo giusto concluderla a soli tre adorabili, coinvolgenti e appassionanti romanzi, che consiglio con tutto il cuore di leggere, sicura che ve ne innamorerete perdutamente.

Annesa

 

 

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