Il leone e il corvo, di Eli Easton

AeP - Il leone e il corvoAutore: Eli Easton
Lunghezza stampa: 158 pagine
Editore: Dreamspinner Press
Lingua: italiano
Traduzione a cura di: Victor Millais
Acquistabile qui

Trama:

Nell’Inghilterra medievale il dovere è tutto, l’onore personale vale più della vita stessa e l’omosessualità non è tollerata né da Dio né dalla società. 
Sir Christian Brandon è cresciuto in una famiglia che l’ha sempre odiato per la sua insolita bellezza e per le sue origini. Essendo il più piccolo di sei rozzi fratellastri, ha imparato a sopravvivere usando l’astuzia e le sue doti da stratega, guadagnandosi il soprannome di Corvo. 
Sir William Corbett, un imponente e feroce guerriero conosciuto come il Leone, sopprime i suoi desideri contro natura da tutta la vita. È determinato a incarnare il proprio ideale di cavaliere valoroso. Quando decide di mettersi in viaggio per salvare la sorella dal marito violento, è costretto ad affidarsi all’aiuto di Sir Christian. Il loro accordo metterà alla prova ogni briciola della sua fibra morale e, alla fine, la sua concezione di cosa significhino dovere, onore e amore.

Recensione: 

Una storia bellissima. Sarò banale, vorrei persino fermarmi qui, ma davvero Il Leone e il Corvo è un romanzo che racconta una storia bellissima. Non solo: è una storia bellissima raccontata davvero bene.

Eli Easton si mette alla prova con un romanzo m/m storico e sceglie un periodo davvero impegnativo, il Medioevo agli inizi del Trecento, uno dei periodi più affascinanti per immaginare e ambientare la sua storia. Inoltre, lo fa con una maestria sorprendente regalandoci altri due splendidi personaggi, William e Christian, da amare, da seguire nelle loro vicende e nel loro lento ma inesorabile spingersi l’uno verso l’altro.

Nonostante il loro incontro sia scritto sin dalle prime righe e sia attrazione immediata, ho apprezzato tantissimo come i due giovani uomini impieghino un bel po’ prima di palesarsi l’uno all’altro. Siamo nel medioevo, sono entrambi cavalieri, figli cadetti delle loro famiglie, cui devono lealtà e obbedienza, anche se esse si dimostrano tutt’altro che amorevoli.

I suoi capelli erano quasi neri, tagliati più corti rispetto all’uso del tempo, ed erano raccolti sulla sommità del capo in stile barbarico. Era una capigliatura severa da guerriero, ma su di lui faceva risaltare meglio il volto. Era il volto più elegante che William avesse mai visto – lungo, sottile e delicato, con labbra piene dagli angoli rivolti all’insù, il naso dritto, una fossetta sul mento e ampie sopracciglia che si curvavano su grandi occhi scuri. Aveva la pelle chiara come un secchio di panna. C’era una naturale tinta rosata sulla fiera ossatura dei suoi zigomi, e di sicuro qualsiasi fanciulla avrebbe ucciso la propria stessa madre pur di ottenerla.

***

William aveva un aspetto duro – il suo volto era quello di un uomo che nessuno avrebbe mai voluto contrariare. Eppure nella sua espressione si leggevano onestà e una piacevole armonia, che indicavano che sarebbe stato lui a non contrariare mai te.
Era, in breve, tutto ciò che un cavaliere avrebbe dovuto essere: nobile, potente e sincero. Christian non aveva mai conosciuto un suo pari. Il desiderio si accese dentro di lui, una sensazione temuta, calda, inebriante e sgradita che lui non desiderava e che lo mordeva come una serpe in seno.

Il loro sentimento, o per lo meno la passione, sboccerà attraverso un viaggio, pretesto narrativo che amo tantissimo, dove lo stare a stretto contatto per settimane, provvedere l’uno all’altro nelle principali necessità, dal cacciare il cibo, accudire i cavalli, ma anche affrontare una banda di assassini. Tutto questo creerà una confidenza e complicità reciproche che non tarderanno a far uscire allo scoperto il desiderio che entrambi provano l’uno per l’altro.

È impossibile non provare tenerezza per entrambi gli amanti. Duri uomini d’arme, William, in grado di decapitare un uomo con la spada in un combattimento, e Christian, arciere micidiale, velocissimo e di letale precisione, che arrossiscono come adolescenti alle prime esperienze d’amore, scoprendo il sesso tra uomini entrambi per la prima volta. Le scene d’amore sono traboccanti di passione ma anche di poesia, descritte con il susseguirsi dei pensieri e delle emozioni dei due nell’alternarsi dei punti di vista. Assolutamente emozionanti.

Ma Christian… lui era unico, era una rosa sbocciata nella tundra gelida. Fosse stato una donna, avrebbe potuto sposare un re. Essendo un uomo, avrebbe potuto giacere con qualunque donna desiderasse…o anche con tutte le donne esistenti.
Avrebbe potuto ispirare ballate.
Avrebbe potuto scatenare guerre.

Le descrizioni del paesaggio non sono prolisse pur essendo ricche di particolari, così come le scene di battaglie e duelli, e le espressioni mimiche nei volti e negli atteggiamenti dei protagonisti e dei personaggi che ruotano attorno alla loro vicenda, magistralmente descritte, suscitando durante la lettura immagini dinamiche e vivide.

Anche i dialoghi sono scritti in modo efficace, in modo da trasmettere stati d’animo ed emozioni, così come i semplici scambi di battute scherzose. Il linguaggio non è pesante, pur essendo adatto a un’epoca così lontana. Risulta non solo elegante ma, a volte, sorprendente anche con colorite espressioni che strappano più di un sorriso.

Entrambi i personaggi sono molto ben caratterizzati. Christian per bellezza, ma anche per la propria vicenda personale, è quello che potrebbe attirarsi le maggiori simpatie: bellissimo, tanto da suscitare ammirazione e disprezzo, desiderio e sospetto, ha affinato la sua intelligenza – la sua arma letale più del suo stesso arco – cercando di sopravvivere a dei familiari che lo volevano morto, sin da quando era bambino. Solitudine e mancanza di calore umano hanno forgiato questo incredibile cavaliere, spingendolo a mettersi sempre più alla prova. Inoltre sarà il suo ingegno a trovare la maggior parte delle soluzioni per la riuscita della loro missione.

William, dal canto suo, vive una vita dentro una menzogna. I desideri repressi ai quali, fino all’incontro con Christian, non vorrà cedere sono anche causa di una promessa, strappatagli in buona fede dal fratello maggiore prima di morire. Insieme al suo animo nobile e onesto, tormentano il cavaliere, sinceramente convinto di essere sbagliato, un abominio. Forse un po’ troppo sopra le righe, con quel suo attenersi strettamente al senso del dovere e dell’onore.

Ma le anime destinate a stare insieme si riconoscono subito e, anche se il condizionamento sociale ha inculcato in Ser William il seme della vergogna e quello della prudenza e astuzia in Ser Christian, questi due uomini non potranno sfuggire alla loro stessa natura, per quanto sbagliata, deplorevole, oscena credano che sia. Soprattutto, però, non potranno sfuggire al sentimento, forte e immutabile, che li unirà per tutta la vita.

“Tu. Mi vuoi?” domandò William a denti serrati, perché lui voleva farlo, doveva farlo. Ma non avrebbe preso ciò che non gli veniva offerto spontaneamente.
Christian rispose con foga: “Fin dalla prima volta che ti ho visto sul campo del torneo, e ogni singolo istante da allora.”

***

“Vorrei che tu vedessi te nello stesso modo in cui ti vedo io, ” mormorò William.
“E come mi vedi?”
William gli accarezzò la schiena. ”Perfetto da tutti i punti di vista. Se potessi fermare il tempo e lo spazio, sceglierei questo momento e questo fiume, qui insieme a te.”

Il Leone e il Corvo, però, non è semplicemente  solo una storia che narra di un amore tra due uomini. Nelle pagine del romanzo, la Easton racconta e ci ricorda di come le parti più deboli siano state da sempre indifese e fatte oggetto di abusi. In Elaine – l’infelice sorella di William, troviamo la condizione triste delle donne, sia pure di nobili natali, dipendenti totalmente dal padre, che ne poteva disporre come voleva, destinandole a matrimoni di interesse politico ed economico che spesso le condannavano a diventare infelici proprietà del marito, non di rado visto per la prima volta il giorno delle nozze, o mandate nei conventi per non depauperare un patrimonio familiare con una dote. Ma nemmeno i fratelli cadetti subivano miglior sorte: troppi figli maschi potevano essere anche una seccatura, pertanto potevano scegliere di diventare un cavaliere senza terra oppure abbracciare la vita religiosa. Nessuna legge tutelava bambini e bambine da quello che adesso ai nostri occhi appare un vero e proprio commercio di esseri umani, inconcepibile per la nostra epoca, ma che era assolutamente accettato e considerato legittimo nei secoli passati.

 “Ciò che un uomo fa alla propria moglie sono affari suoi. Lei ora è sua moglie, non mia figlia, né tua sorella.”

Un romanzo che ho letto tutto d’un fiato, che ho trovato quasi perfetto. Quasi, perché gli ultimi capitoli sembrano un po’ affrettati, visto che comprendono anni, quando la storia principale si svolge in un paio di mesi appena. Ma forse sono io che non avrei voluto finire il libro troppo in fretta e restare ancora un po’ con William e Christian.

“ Sei venuto per me.”
William lo strinse forte, tanto da ferirgli la pelle con l’armatura, ma a Christian non importava.
“ Se anche tu fossi all’inferno, Christian, io verrei sempre per te.”

Annesa

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