Pardus, di Aurora R. Corsini

AeP - Pardus

Autore: Aurora R. Corsini
Serie: Le Luci dell’Eos, libro 1
Lunghezza stampa: 171 Pagine
Editore: Triskell Edizioni
Lingua: Italiano
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Trama:

Rapito e trasformato in un leopardo mannaro contro la sua volontà, Kane è vittima da moltissimi anni delle sevizie di una vampira folle e sadica, finché un gruppo di creature sovrannaturali che dispensano la giustizia dei non-morti, l’Eos, non arriva in città e la uccide. La libertà, però, non cancella i traumi subiti e Kane è spaventato persino dall’attrazione per Mathias, guerriero vampiro dal cuore gentile.

Quando anche una tremenda colpa sorgerà dal passato per dividerli, Kane dovrà lottare contro le proprie paure e contrastare i lupi mannari che vogliono ribellarsi alle leggi dell’Eos per salvare se stesso e il vampiro che ama.

Recensione:

Ho cominciato a leggere questo libro con un pizzico di scetticismo: non sono esattamente una fan del fantasy in chiave MM (non chiedetemene la ragione perché non la conosco, davvero), però il libro mi ha conquistato sin dall’inizio e l’ho praticamente divorato.

L’elemento che più di tutti mi ha colpito, nei primi capitoli, è stata la sensazione di tranquillità e protezione che l’autrice è riuscita a far trapelare dalle scene nella camera di Mathias. Buona parte del libro si svolge fra quattro mura, eppure non si percepisce mai una sensazione di claustrofobia, ma anzi, il contrario: Kane si sente al sicuro in quella stanza, sa che nulla di male potrà accadergli lì dentro e sa che in quel luogo si trova il suo rifugio, una specie di tana (anche se lussuosa) dentro la quale leccarsi in pace le ferite. E di ferite ne ha Kane, altroché se ne ha.

Credo che Aurora sia stata molto brava a non lasciarsi prendere la mano dagli elementi più scabrosi e violenti del libro. Sarebbe stato facile andare alla ricerca del sensazionalismo e inserire qua e là qualche descrizione più cruda, invece è riuscita a trasmettere l’orrore senza doverlo rendere visivamente, ed è un particolare che personalmente ho molto apprezzato.

I due protagonisti sono belli, Mathias più di Kane, probabilmente perché essendo il più ‘forte’ tra i due avrebbe potuto tranquillamente sfruttare i suoi poteri e approfittare della situazione, e non parlo solo di Kane, ma in generale. Mathias ha dei principi: è un mostro per i normali canoni di giudizio, ma un mostro buono. Una bontà che nasce forse dal cuore, ma più che altro dall’aver visto tante cose nella sua lunga vita. In questo senso, si tratta più di saggezza e disincanto che di reale bontà d’animo nel senso cristiano del termine. Nonostante questo, tuttavia, Mathias conosce anche il valore del perdono e del pentimento. Ci viene detto qualcosa del suo passato, anche se forse avrei preferito qualche particolare in più. Quello che è certo è che il vampiro ha tutte le carte in regola per essere il ‘cavaliere nella splendente armatura’ (e chissà che non lo sia stato davvero!).

Kane è probabilmente il personaggio più stereotipato tra i due: bello e dannato, con una forza di volontà simile all’acciaio che lo salva e lo tiene in vita in una situazione disperata. Impiega un po’ a fidarsi, ma alla fine ci arriva e si riscatta in pieno, dimostrando di non essere solo una vittima.

Anche i personaggi secondari sono interessanti, a partire dalla vampira Nael, che mette la giustizia sopra a tutto, fino allo scanzonato Javier, amico vero di Mathias. Di Nael in particolare mi sono piaciute le descrizioni fisiche, con i camicioni bianchi e l’aria sbarazzina. Spero anche di venire a sapere qualcosa di più su Annesa, perché un particolare su di lei mi ha molto incuriosita.

Il mondo fantastico creato da Aurora è abbastanza convincente, anche se forse non abbastanza approfondito, ma sapendo che si tratta del primo volume di una serie, confido che i particolari vengano rivelati strada facendo. Ci sono degli accenni, tuttavia, sul rapporto che lega vampiri e mutaforma, essendo questi ultimi in una posizione di sudditanza e fornitori (non si sa se volenti o nolenti) di nutrimento.

Due parole infine per la scrittura: mi piace come scrive Aurora. Uno stile semplice e raffinato, a tratti poetico. L’unico appunto, ed è puro gusto personale, è che nelle scene intime ci sono forse troppi aggettivi ormai un po’ abusati, avrei cercato di strizzare un po’ meno l’occhio al linguaggio del romance per cercare un pizzico in più di originalità. Lo stesso appunto ricordo di averlo fatto in un’altra recensione: in certi punti, pochi ma ci sono durante le scene di sesso, ho avuto la sensazione di leggere lo stesso libro già letto centinaia di volte. Ovviamente ciò non ha tolto nulla al piacere della lettura e alla curiosità di andare avanti e avanti, perché nonostante tutto la storia e la scrittura sono davvero avvincenti.

Vittoria

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