L’amore, come acqua, di Rowan Speedwell

AeP - L'amore, come acquaAutore: Rowan Speedwell
Lunghezza stampa: 264 pagine
Editore: Dreamspinner Press
Lingua: Italiano
Traduzione  a cura di: Claudia Milani
Acquistabile qui

Trama: 

Tre anni sotto copertura con una delle peggiori gang del paese hanno lasciato dei segni profondi nell’agente dell’FBI Joshua Chastain. Accompagnato dagli incubi e dalla sua battaglia contro la tossicodipendenza, Josh lascia la giungla di cemento per la campagna del Nuovo Messico, nella speranza di poter cominciare una nuova vita nell’allevamento di cavalli dello zio.
Il sovrintendente Eli Kelly trascorre le giornate a recuperare cavalli maltrattati e considera Joshua nient’altro che l’ennesima anima in pena. Ma non appena il giovane comincia a rimettere insieme i pezzi della propria vita, Eli si accorge che in realtà rappresenta molto di più che la sua ultima sfida.
Il piano di Joshua sembra funzionare e, forse, un nuovo inizio è davvero tutto ciò di cui ha bisogno. Poi, quando finalmente sembra cominciare a ritrovare la pace, violenza e odio lo portano vicino a distruggere tutto ciò che ha costruito e lo costringono a mettere in discussione il proprio futuro con Eli e la propria vita.

Recensione:

Ho aspettato con ansia l’uscita di questo libro. Già dalla sinossi intravedevo qualcosa che solitamente mi piace molto, ossia l’accoppiata di personalità e mondi quanto più distanti e opposti possibile: un agente dell’FBI e un cowboy. Una vita sotto copertura e la calma apparente di un ranch.

Ho letto il libro e ancora non so come classificare i sentimenti che mi ha suscitato. Avevo forse troppe aspettative e certamente questo ha compromesso la mia valutazione. Mi è piaciuto, ma non soddisfatto appieno. Mi aspettavo qualcosa che mi facesse battere forte il cuore e questo, purtroppo, non è successo. I personaggi sono descritti molto bene sotto i punti di vista psicologico e caratteriale, ma non mi hanno fatto innamorare.

Joshua Chastain è un giovanissimo agente dell’FBI che deve convivere con le conseguenze del suo primo e ultimo lavoro, con i sensi di colpa per le azioni che è stato obbligato a compiere durante la missione e con la dipendenza da eroina. Joshua è l’ombra di se stesso, è un uomo distrutto che non sa più chi è, quale sia il suo posto nel mondo e quale direzione prendere dopo i tre anni vissuti nel mondo della malavita. La madre gli offre una via d’uscita: andare nel ranch di suo zio in New Mexico.

Lo zio Tucker lavora con cavali che hanno subito maltrattamenti, e non c’è nessuno più adatto di lui, in quel momento, per prendersi cura di Joshua. Il paragone tra i due universi, quello dei tossicodipendenti e quello dei cavalli traumatizzati, è molto calzante. Sia gli uni che gli altri devono tornare a credere in loro stessi e ad avere fiducia in coloro che li circondano. Provano dolore, rabbia, frustrazione e paura. Soprattutto paura.

Joshua è incredibilmente intelligente, ha la sorprendente abilità di non dimenticare mai nulla e di ricordare ogni minimo particolare degli eventi nei quali è rimasto coinvolto. Questa particolarità, che un tempo aveva rappresentato un poderoso vantaggio nel suo lavoro, adesso lo sta annientando, perché il ragazzo, distrutto e danneggiato, vorrebbe solo dimenticare.

La prima persona che conosce in questa nuova vita è Eli, sovrintendente del ranch Triple C, un uomo tranquillo e accomodante. Eli capisce subito che l’unico modo per aiutare Joshua è impedirgli di commiserarsi, ma fare in modo che riconquisti la voglia di vivere e la fiducia in se stesso. Si innamora di lui quasi a prima vista, ma combatte questo sentimento. È possessivo nei confronti di Joshua, ma quando questi gli si avvicina lascia che le parole non dette creino dei malintesi tra loro. Lo chiama “figliolo” anche se non è più grande di lui che di pochi anni, con un atteggiamento paternalista che mi ha dato fastidio. È gay e, anche se non lo nasconde, preferisce che non si sappia troppo in giro. Una contraddizione ai miei occhi, ma che ci può stare visto dove si trovano.

Anche se il libro non mi ha entusiasmato più di tanto – l’ho trovato troppo lento per i miei gusti – alcuni aspetti sono riusciti comunque a colpirmi profondamente. La reazione dello zio Tucker all’ammissione della loro omosessualità, ad esempio, mi ha fatto riflettere. Lui accetta il loro amore, però consiglia loro di evitare le manifestazioni pubbliche d’affetto davanti agli occhi di altri, dando a intendere che esiste il pericolo concreto che vengano presi di mira. L’omofobia violenta, sebbene non più frequente come prima, è ancora un pericolo reale in certe parti dell’America e del mondo. Tucker lo sa e teme per loro.

Un altro commento, fatto dai lavoratori del Triplo C, introduce un altro argomento interessante e piuttosto comune. I braccianti affermano di accettare la loro omosessualità, ma lasciano anche intendere di sentirsi a disagio se messi di fronte a gesti affettuosi tra i due, o se ne sentono parlare, reazione piuttosto frequente tra gli uomini di tutto il mondo. Brava l’autrice a parlare di questo tema: l’accettazione, ma con restrizioni.

Purtroppo, però, per me non è stato abbastanza. È un libro che certamente leggerò di nuovo in un altro momento, magari uno in cui mi sentirò meglio predisposta. Rowan Speedwell è una bravissima autrice e sicuramente merita una seconda occasione. Spero che la prossima volta riuscirò a leggerlo con la chiave giusta e senza i pregiudizi che, certamente, mi sono imposta in questa prima lettura.

Francine

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...