Volevo essere Sailor Moon, di Federica D’Ascani

AeP - Sailor MoonAutore: Federica D’Ascani
Lunghezza stampa: 110 pagine
Editore: Rizzoli – You Feel
Lingua: Italiano
Acquistabile qui 

Trama:

Perché a volte per trovare il principe azzurro servono i poteri magici!
Bea sarebbe una ragazza solare. Ma lavora per i quattro malvagi delle tenebre, è fidanzata da anni con Emiliano, ha una vita grigia e piatta quanto può esserlo un pollo ai ferri, e la sua amica Daniela non perde occasione di rimarcarlo. Però a Bea basta parlare al telefono con Simone, il nuovo collega della sede di Rimini, perché il suo cuore batta impazzito. Il Tuxedo Mask romagnolo, con la voce roca e il temperamento esplosivo, sembra uscito direttamente da un sogno, e quando finalmente Bea lo incontra dal vivo è magia. Non importa che gli occhi di Simone non siano azzurri come quelli del bel Cavaliere della Luna… Bea ne subisce il fascino come fosse Sailor Moon: tredicenne, imbranata, innamorata. Ma la vita reale è lì che incalza, con le figuracce sul lavoro, il fidanzato sbiadito, la canasta a Natale, e un’amica che nasconde qualcosa di grosso… eppure forse è proprio in un momento così che bisogna trovare il coraggio di fidarsi di un cavaliere misterioso. E liberare la guerriera impacciata ma grintosa che si nasconde dietro alla maschera dell’impiegata seria e posata.

Dall’autrice di “L’istinto di una donna” e “Splendido come il sole di Tulum”, una commedia brillante e audace, magica e appassionata, e sorprendentemente divertente. Com’è l’amore quando è quello vero. 

Recensione:

Guardavo anch’io Sailor Moon ai miei tempi e, anche se non è tra gli anime che mi sono rimasti nel cuore e che riguarderei volentieri, quando ho letto il titolo di questo libro mi si sono illuminati gli occhi. È sempre bello quando due passioni si incontrano.

Della D’Ascani avevo già letto L’istinto di una donna, che mi era piaciuto, quindi sono partita abbastanza tranquilla.

La storia funziona e i personaggi sono interessanti. Bea, la protagonista, è una giovane – ma non troppo – impiegata che vive una vita noiosa. E qui mi sono riconosciuta alla grande. È innamorata della voce di un collega (incredibile a dirsi, ma anche in questo mi sono riconosciuta, perché anche io di tanto in tanto parlo con un collega la cui voce che è tutto un programma) e si barcamena tra incombenze quotidiane e desideri difficili da ammettere. Ha un’amica che è anche una collega, un fidanzato storico e un lavoro che sotto Natale diventa monopolizzante. Come da copione, l’amica e il fidanzato non si sopportano, e la nostra eroina viene stuzzicata impietosamente affinché ceda al desiderio nei confronti del bel tenebroso – o Tuxedo Mask, a voler essere precise.

Una serie di disastri, rotture e salvataggi nel miglior stile Kinsella faranno avvicinare i due piccioncini, con risvolti interessanti.

Il libro mi è piaciuto. È frizzante, senza tempi morti, la protagonista è simpatica (anche se leggermente bipolare, soprattutto quando dimentica di mettere un filtro alla bocca), i personaggi di contorno hanno un loro perché – anche il fidanzato presunto fedifrago – e c’è persino la morale (non è bello ciò che è bello ecc ecc). Bea è, come dicevo, simpatica. Non si fa fatica a immedesimarsi con lei e con il suo dramma, perché comunque la solitudine, la paura del giudizio, la consolazione della familiarità sono tutti sentimenti umani e comprensibili. È una ragazza dei giorni nostri che naviga tra Facebook e whatsapp, tanto per dire quanto ormai i social siano parte integrante di noi e del nostro modo di vivere la vita. Se fino a poco tempo fa erano ancora soltanto una vetrina, ora sono diventati la nostra voce, volenti o nolenti. Non si può sfuggire loro. E Bea neanche ci prova, anzi, va alla ricerca di foto, informazioni, spaccarti di vita delle persone che le interessano.

Simone, nonostante il profilo Facebook, è un po’ un enigma. Dalla sinossi e dall’inizio del libro sembra di capire che viva in Romagna, invece ha casa a Roma. Devo ammettere che non mi ha affascinato più di tanto. L’ho trovato il classico bravo ragazzo, senza infamia e senza lode. Mi sono piaciuti gli scambi con Bea e anche la sua sollecitudine, e ho molto, moltissimo apprezzato che non si sia offerto di esserle solo amico. Un personaggio buono ma anche deciso e non sdolcinato. Alleluia.

Ma tra tutti, la mia eroina personale è Daniela. La coraggiosa ed altruista Daniela, che si sacrifica per amore, che mette in gioco tutto per il suo uomo. È affettuosa con Bea, a modo suo certo, ma l’affetto indubbiamente c’è. È ironica, graffiante, apparentemente spietata: una donna forte.

Per finire vorrei fare un piccolo appunto sulla scrittura che, come dicevo, è frizzante, ma forse meno puntuale dell’altro romanzo della stessa autrice che avevo letto. Ovviamente, trattandosi di generi diversi mi aspettavo anche uno stile diverso, però qui ho notato meno attenzione stilistica. Tanto per dirne una, avrei preferito trovare più soggetti espliciti, perché a volte la loro mancanza, soprattutto alla fine del discorso diretto, spiazza un po’ e devi fare mente locale per capire chi ha detto quella cosa. Non si tratta di un elemento che rovina l’esperienza di lettura ma, a mio avviso, la loro presenza avrebbe reso il romanzo ancora più godibile e scorrevole.

Per finire, io che in genere sono troppo pigra per copiare le citazioni, vorrei metterne una.

Quando la sua mente confessò quella realtà al cuore, l’anima rispose e mosse il corpo per permettere alle emozioni di essere dimostrate.

Vittoria

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2 thoughts on “Volevo essere Sailor Moon, di Federica D’Ascani

  1. CHE SPETTACOLO! Di solito non metto il maiuscolo, ma qui ci stava tutto! Che dire, fare la doppietta non è semplice e, seppur riconosca una differenza ben precisa con l’Istinto di una donna, sono davvero contenta del risultato. Sono anche contenta che tu sia riuscita ad apprezzare Emiliano, povero bistrattato da tutti, che alla fine è stato pure sincero 😀 Ho riscontrato che Daniela è un po’ l’idolo di tutti, anche il mio! 😀
    Grazie mille, davvero, di cuore!

    Liked by 1 persona

    1. Grazie! Ti dirò, a me Emiliano non ha fatto questa brutta impressione. In fondo è stato lui a prendere il coraggio a quattro mani e decidere. E se anche avesse avuto un’altra… Bea, no?
      Comunque brava, Davvero godibilissima lettura.

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