Legami di terra, di G.N. Chevalier

AeP - Legami di terraAutore: G.N. Chevalier
Lunghezza stampa: 241 pagine
Editore: Triskell Edizioni
Lingua: Italiano
Traduzione a cura di: Laura Di Berardino
Acquistabile qui

Trama:

Nel 1918, Michael McCready torna dalla guerra con un unico obiettivo: perdersi nella ricerca del piacere. Un tempo giovane studente di medicina promettente, Michael ha sepolto i suoi sogni insieme ai corpi spezzati degli uomini che non è riuscito a salvare. Fuggito da New York per preservare l’unica relazione che per lui ha ancora valore, assume l’incarico di giardiniere in una tenuta di campagna, ma ben presto scopre che la casa nasconde segreti e dolori. Mentre Michael cura i giardini trascurati della tenuta, il suo solitario datore di lavoro riporta alla luce ricordi che Michael vorrebbe disperatamente dimenticare.
Il corpo di John Seward è stato menomato dalla guerra insieme alla sua volontà di guarire, fino a quando una crisi familiare lo convince a proseguire le cure. Così come la salute e le prospettive di John migliorano sotto la cura di Michael, l’animosità cede il passo alla comprensione. Lui e John scoprono che la loro battaglia per imporre la propria volontà si sta trasformando in qualcosa di più forte, ma la paura potrebbe impedire loro di trovare speranza e guarigione l’uno nell’altro. 

Recensione:

Continuo a ripetere che non sono solita leggere storici, ma dato il numero di romanzi ambientati nel passato che ho letto ultimamente direi che non è più tanto vero. Non per questo posso dirmi esperta, tutt’altro. Posso però affermare che, tra quei pochi che ho letto, questo Legami di terra è uno degli M/M storici più belli mai incontrati. In effetti, uno degli M/M migliori che io abbia letto negli ultimi mesi.

Ambientato poco dopo il termine del primo conflitto mondiale, ci mostra la vita nascosta e pericolosa degli omosessuali agli inizi degli anni Venti in America.

In quel periodo, essere “invertiti” era ancora un pericolo notevole. Se scoperti, rischiavano come minimo un pestaggio, o magari un ricovero in manicomio. La prigione era un’altra probabile eventualità, così come la morte. Per questa ragione, l’autrice ci mostra un mondo fatto di incontri fugaci e mercenari, in vicoli bui o in ambienti nascosti e relativamente protetti. L’aperta dimostrazione delle proprie inclinazioni era impossibile, l’idea di una relazione stabile e prolungata addirittura impensabile.

Ho trovato la narrazione a tratti quasi poetica. Lo stile è fluido e si legge benissimo, tanto che ho macinato pagine su pagine senza quasi accorgermene!

Ho amato Michael e John. Il primo, di umili origini irlandesi e con una storia, neanche troppo lontana, di prostituzione alle spalle, possiede una mente sveglia e una determinazione non comune. La guerra e la vita lo hanno indurito, facendogli credere che per lui non possa esistere un futuro felice, che non se lo merita. Il secondo ha, invece, una famiglia benestante, con cui però sembra aver tagliato quasi completamente i ponti. Possiede un discreto talento per la pittura e un carattere a dir poco spinoso. La guerra lo ha ferito in molti modi e i segni rimasti sul suo corpo non sono che l’esterno. Le ferite più profonde e difficili da curare sono quelle che sente nell’anima e se anche nella storia non troviamo mai il suo punto di vista, i suoi conflitti interiori appaiono dolorosamente chiari.

Ho trovato interessante la descrizione della medicina e della psicoterapia del tempo, entrambe molto diverse dalla realtà a cui siamo abituati al giorno d’oggi. Appare chiaro che l’autrice ha fatto un lungo lavoro di ricerca nei campi di cui ha scritto. Il processo di guarigione di John non è facile, soprattutto perché la prima difficoltà da superare è John stesso. La determinazione di Michael è fondamentale per questo processo, ed è bello vederli avvicinarsi e cominciare a conoscersi, nonostante la pessima prima impressione.

La storia tra i due protagonisti è un fiore che nasce, cresce e sboccia con tanto tempo e fatica. Non è un’attrazione improvvisa o un amore a prima vista, tutt’altro. Entrambi hanno motivi validi per resistere a ciò che sta nascendo tra loro, per dubitarne ferocemente, ma nonostante i loro stessi tentativi di auto sabotarsi, il sentimento cresce e si rafforza. Mi sono piaciute molto le dinamiche tra loro, mai totalmente chiare, mai tranquille, spesso brutali, ma che nascondono un legame tenace e duraturo. Talvolta stupisce l’onestà disarmante, di desideri e intenzioni, mai edulcorata. Talvolta colpisce il modo in cui riescono a comprendersi, nonostante il velo di menzogne teso per proteggersi l’uno dall’altro e dal mondo che li circonda. Un rapporto maturo e sofferto, nonostante l’età relativamente giovane.

Degni di nota sono anche alcuni personaggi secondari. Sarah è la nipote della coppia che si occupa di John e della villa in cui si è ritirato. La ragazzina, come tanti altri, è rimasta segnata dalla terribile guerra appena conclusa. Vive con i nonni ed è estremamente taciturna. Sembra riuscire però ad aprirsi con Michael e John, attraverso la pittura e il giardinaggio, e in più di un’occasione è proprio grazie a lei che i due riescono a trovare un punto di contatto. Un altro personaggio che mi ha molto intrigata è Millie/Henry, la proprietaria della sauna in cui Michael ha lavorato saltuariamente. Millie è la maschera che Henry può indossare soltanto di notte, ed è colei che ha salvato Michael in più di un’occasione. Ha relativamente poche scene, ma l’impatto che questo personaggio ha sul ragazzo e sulla sua vita è fondamentale.

Consiglio vivamente la lettura di questo romanzo, se non altro per assaporarne la bella storia d’amore. Chi però avesse tempo e voglia di scavare più a fondo, sono certa troverà nel testo innumerevoli spunti e curiosità da cui lasciarsi ispirare.

Cate

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