L1Lo, di Pippo Abrami

AeP - L1L0

 

Autore:Pippo Abrami
Lunghezza stampa: 34
Editore: Antonio Tombolini editore
Lingua: italiana
Acquistabile qui

Trama:

L1L0 è un automa, un bollitore con tre cervelli di scimmia e l’aspetto di un coniglio. Se non fosse per il Witz, il tipico umorismo ebraico alla base della sua personalità, si sarebbe già suicidato. L1L0 però è anche una macchina da guerra, la più avanzata in circolazione, e ha una missione: salvare la figlia del proprio creatore.

Recensione:

Premetto che non avevo mai letto nulla che facesse parte del genere steampunk, ma visto che un tempo mi piaceva leggere la fantascienza e che questo racconto, oltre a essere italiano, è molto breve e pure gratuito, ho voluto colmare questa lacuna. Beh, L1L0 è stata davvero una piacevole sorpresa!

In pochissime pagine, non più di una trentina, Pippo Abrami riesce a raccontare una storia che incanta, appassiona, commuove e diverte.
Tutto ruota intorno a L1L0, un robot costruito da un ingegnere per salvare la figlia. Okay, detta così non sembra nemmeno tanto originale. Quello che, invece, rende davvero speciale il racconto è lo stile narrativo: l’ambientazione tipica Steampunk (siamo in una Praga ai tempi dell’impero prussiano); l’umorismo carico di sarcasmo che è caratteristica del popolo ebraico (a questo proposito va detto che il creatore del nostro robot è ebreo e che quindi, come tale, ha ritenuto opportuno inserire questa caratteristica nel suo “golem personale”); la narrazione dal punto di vista di L1L0 stesso; la caratterizzazione dei personaggi; le adrenaliniche scene di lotta e di battaglia rese alla perfezione e, per concludere, un finale a sorpresa.

Sto per assaltare un comando operativo dell’esercito prussiano armato di consigli per gli acquisti.
Strano, la cosa non mi disturba quanto dovrebbe.
“PERCHÉ TUTTO QUESTO MI SEMBRA SOLO UN PESSIMO SCHERZO?”
Doc Loew si alza in piedi, si massaggia una tempia, passeggia nella cabina della locomotrice, impiega quasi un minuto a trovare le parole.
“È…è il Witz, l’umorismo ebraico…il Witz è il fondamento della tua personalità indotta. Impregna ogni tuo processo mentale e…ogni tuo messaggio. Purtroppo.”
“MI HAI FATTO IRONICO E FATALISTA?”

Un ingegnere ricattato e disperato, una bambina da salvare, un robot con l’aspetto di un enorme coniglio con tre cervelli di scimmia al suo interno e dotato di senso dell’humor. Ma anche di una grande dose di coraggio e lealtà visto che, in quanto robot, è soggetto alle tre leggi della robotica stilate da Asimov in Io, robot.

Il piano di Doc Loew è semplice. Si può riassumere grosso modo così: arrivo alla caserma, faccio strage di soldati, prendo la figlia del Doc, torno.
Non funzionerà mai.
***
Scoperchio la botola.
Tre artiglieri mi guardano attraverso il buco. I volti mostrano un’espressione incredula, come se avessero visto…
Babbo Natale, suggerisce il nucleo, ma l’immagine che ha in archivio non mi somiglia per niente.
Piuttosto il Coniglio Pasquale.

Per sapere se funzionerà o no bisogna leggere il libro e vi assicuro che ne vale davvero la pena, perché l’acume e l’ingegno dello scrittore hanno dato corpo a un vero gioiello, complici un’ottima abilità descrittiva e un’immaginazione che crea una storia piena di colpi di scena.

Vorrei, infine, spendere una parola per la casa editrice indipendente, la Vaporteppa di Antonio Tombolini, che ha pubblicato il libro e che dichiara di avere l’ambizioso progetto di pubblicare tutto ciò che è buona narrativa fantastica.

Vaporteppa: la prima collana nata sotto il marchio Antonio Tombolini Editore, dedicata alla narrativa fantastica: fantasy, fantascienza, steampunk, bizzarro fiction ecc. Cosa vogliamo pubblicare? Buona narrativa di genere: fantasiosa, coinvolgente, avventurosa… meglio ancora se weird, bizzarra! E che valga il prezzo pagato.
Come intendiamo farlo? Negli USA circa un secolo fa si diffuse un detto, da tempo noto anche in Italia: “Ci sono tre modi di fare le cose: quello giusto, quello sbagliato e quello dei militari.”
Noi non vogliamo fare ciò che hanno fatto tanti altri editori prima di noi, spesso fallendo. Non faremo ciò che è ragionevole pensare giusto e nemmeno ciò che è ovviamente sbagliato. Noi faremo in un terzo modo, “quello di Vaporteppa”, e se non sarà né giusto né sbagliato, se funzionerà nonostante la diversità, buon per noi.

In bocca al lupo, Vaporteppa!

Annesa

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