Suffragette

AeP - SuffragetteRegia: Sara Gavron
Interpreti: Carey Molligan; Elena Bonham Carter; Meryl Streep.
Anno: 2015

Trama:

Suffragette ripercorre la storia delle militanti del primissimo movimento femminista, donne costrette ad agire clandestinamente per condurre un pericoloso gioco del gatto con il topo con uno Stato sempre più brutale. In lotta per il riconoscimento del diritto di voto, sono donne che appartengono alle classi colte e benestanti e tra loro alcune lavorano, ma sono tutte costrette a costatare che la protesta pacifica non porta ad alcun risultato. Radicalizzando i loro metodi e facendo ricorso alla violenza come unica via verso il cambiamento, queste donne sono disposte a perdere tutto nella loro battaglia per l’eguaglianza: il lavoro, la famiglia, i figli e la vita.

Recensione:

Chi si è mai chiesto come le donne abbiano ottenuto il voto? Come realmente siano andate le cose? Lo confesso, non me lo sono chiesto quasi mai, ma so che ci sono stati ben pochi film o altri mezzi per raccontare una lotta, mai finita in verità, combattuta da donne di ogni estrazione sociale e livello culturale, ma animate da un unico fine, quello di vedersi riconoscere un diritto così semplice e al tempo stesso così potente: quello al voto.

 AeP - Suffragette 2Una lotta che si svolgeva già almeno da cinquanta anni prima degli eventi narrati nel film. Una legittima richiesta, espressa tramite tutti i mezzi legali, puntualmente disattesa tanto da spingere alla disperazione coloro che la richiedevano, che non videro altro modo che portarla avanti con atti clamorosi, pericolosi, anche illegali talvolta, pagandone ognuna le pesantissime conseguenze. Tradite, picchiate, umiliate, relegate a ruolo di volgari delinquenti e come tali incarcerate, queste donne spinte dal coraggio della disperazione e supportate dall’organizzazione fondata da Emmeline Pankhurst, la Women’s Social and Political Union, si vedranno costrette, per dare visibilità alle loro richieste, a compiere atti di violenza, come il sabotaggio o atti dinamitardi, fino a un vero e proprio sacrificio.

Attraverso la storia di una giovane lavandaia, Maud Watts, vengono narrate le vicende realmente accadute a ogni donna che , fino agli anni Venti, andò incontroAeP - Suffragette 4 solo per aver osato, in una Londra lontanissima da quella visione romantica che vive nell’immaginario collettivo, chiedere la possibilità di un futuro migliore per sé e per le generazioni a venire. La disparità dei diritti tra uomo e donna, in Inghilterra, come nel resto d’Europa e nel mondo, anche quello civilizzato, interessava più ambiti, a partire da una disparità salariale, al raggiungimento della maggiore età, alla possibilità di entrare in possesso e di usufruire di denaro proprio, alla potestà genitoriale.

“Che cosa ci farai col voto Maud?”
“La stessa cosa che ci fai tu, Sonny.”

Suffragetta per caso, questa giovane lavandaia – uno dei lavori più duri e pericolosi ‒ a chi le chiedeva come si immaginava la vita dopo il voto, non sapeva ancora rispondere. Al contrario dei detrattori, a partire dal primo ministro, che invece tutte quelle implicazioni le avevano ben chiare: il diritto di scegliere chi dovesse rappresentarle, con richieste e mozioni per cambiare norme e leggi più efficaci a tutelarle e, chissà, qualcuna un giorno sarebbe riuscita persino a sedere in Parlamento.

Sia mai!

AeP - Suffragette 3Siamo nel 1913, eppure le immagini sono così moderne e uguali a tante altre viste di recente. Donne che cantano gli slogan, voto alle donne, improvvisamente a terra, prese a calci, sollevate come sacchi, trattate come poco di buono, umiliate dalla carcerazione, torturate con l’alimentazione coatta laddove cercavano di far ascoltare la loro voce attraverso lo sciopero della fame.

Ci sono scene molto crude, in contrasto con una fotografia e una colonna sonora che molto si avvicinano alla poesia, scene commoventi, toccanti, altre addirittura veri schiaffi in faccia e pugni nello stomaco che difficilmente lasceranno indifferenti.

La nostra giovane lavandaia pagherà tutto, pagherà caro, vedrà il suo mondo capovolto, distrutto, come distrutto sarà il suo diritto di essere ancora una madre, vedendo impotente dare in adozione il figlio dal marito inetto e vigliacco. Ma non si arrenderà.

Pochi uomini si salvano in questo film, scritto e diretto tutto al femminile, e per quanto assurdo possa apparire l’unico uomo genuino nella sua crudele freddezza sarà l’ispettore Steed, davanti al quale Maud pronuncerà le più appassionate parole riguardo la lotta e i mezzi per portarla avanti.

“Spacchiamo finestre, incendiamo le cose, perché la guerra è l’unica cosa che gli uomini ascoltano! Perché ci avete picchiato e tradito e a noi non è rimasto altro.”
“E a noi non è rimasto altro che fermarvi.”
“E che cosa avete intenzione di fare? Rinchiuderci tutte? Siamo in ogni casa. Diamo la vita. Non riuscirete a fermarci.”
 

Ci sarà, alla fine, un’azione straordinaria quanto drammatica, fatto storicamente e tragicamente accaduto, un evento che avrà una forte ripercussione sulla causa delle suffragette, che vedranno finalmente ascoltate le loro richieste, concretate col voto alle donne da lì al 1916. In una carrellata finale prima dei titoli di coda si scoprono quali nazioni nel tempo riconosceranno il diritto al voto. Spicca l’Italia nel 1946 e la Svizzera nel 1971, persino la Turchia farà di meglio.

Il cast è perfetto, con una bravissima e intensa Carey Mulligan affiancata da Elena Bonham–Carter e Meryl Streep, nei panni della fondatrice del movimento.

Un film che tutti dovrebbero vedere, uomini e donne, che dà molto da riflettere, soprattutto a quanto poco ancora si sia fatto, a quanto ancora c’è da fare perché questi diritti siano rispettati, ma soprattutto a quanto ancora c’è da fare affinché uomini e donne siano finalmente complementari, finalmente le due facce di una stessa realtà che si chiama Umanità.

Annesa

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