L’urlo della folla, di Dawn Blackridge

AeP - L'urlo della folla

Autore: Dawn Blackridge
Lunghezza stampa:88
Editore: Selfpublishing
Lingua: Italiano

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Trama:

Anarchia, trasgressioni, droga, tutto viene perdonato a una rock band famosa. Tutto tranne l’omosessualità. E allora, per amore del successo, si mente, ci si nasconde, ci si trasforma in quello che non si è.
Luca e Claudio si amano però, a volte, l’amore non basta, bisogna fare delle scelte e talune possono portare a risultati disastrosi, in una società ancora poco avvezza ad accettare cambiamenti, dove alcuni non conoscono altro modo per reagire se non con la violenza fisica.
Un percorso difficile, tra infedeltà, sofferenza ed epifanie.
Ma alla fine del tunnel ci deve essere la luce, la speranza, il desiderio che ci sia per tutti un futuro migliore

Recensione:

In questo secondo romanzo, Dawn Blackridge si avventura nel mondo della musica, raccontando del tormentato amore di due membri di una rock band italiana, Claudio e Luca, e lo fa con uno stile già incontrato nel suo primo romanzo, colmo di sentimento, tensione e pathos.

…Il mio sguardo cade su Claudio. Pantaloni di pelle nera aderentissimi, gilè uguale sulla sua pelle nuda che risalta ancora di più nel suo candore. Claudio ha la pelle più bianca che io abbia mai visto. Un flash della notte prima, la mia lingua che lo lecca dappertutto. Amo il suo spore, amo lui e so che anche lui mi ama ma le cose sono difficili ultimamente.

Poche pagine, ma in esse accade davvero un po’ di tutto, tenendo il lettore in tensione e trepidazione per la sorte di questa coppia di bellissimi e bravissimi musicisti, che incantano con le loro canzoni ma che, in realtà, vivono in una pesante e insopportabile bugia.

Mi è molto piaciuto, come già nel suo primo romanzo Non ti conoscevo più, il modo in cui l’autrice riesce a far sentire la sofferenza, il tormento e i sensi di colpa dei due protagonisti attraverso i loro pensieri, espressi alternativamente in prima persona.

L’ambientazione è quella del mondo della musica. Chi ne fa parte ne vive ogni aspetto: la tensione prima dei concerti, l’eccitazione durante lo spettacolo, gli eccessi subito dopo, un mix di sesso rubato nei camerini, sbornie e sballi colossali, di viaggi on the road sui motorhome, spostandosi da una città all’altra in una vita da vagabondi.

E in questa cornice trasgressiva ma affascinante si svolge l’intimo dramma dei due giovani, ingabbiati nella menzogna e, soprattutto, nella paura di affrontare il pregiudizio degli altri, nel palesare il loro amore e la loro natura omosessuale.

Nonostante le poche pagine, la tensione emotiva sale e scende più volte, tra dialoghi, fraintendimenti, chiusure, tradimenti, fughe e, finalmente, riconciliazioni. Ma prima di arrivare a tutto questo, i due protagonisti dovranno passare davvero le pene dell’inferno, e noi con loro.

Le parti che ho trovato più belle e originali di questo breve romanzo sono i testi delle canzoni, cantate nei concerti o scritte di notte, dopo una scena d’amore o addirittura dopo una corsa in moto, rese più come poesia che come canzone e che non ho trovato per niente banali, ma coinvolgenti e di effetto.

Le promesse sembrano non contare più
Mi pento di ogni pensiero,
un altro bonus che non hai ancora speso,
e tutti loro vogliono incassarlo
Da dove cominciamo?
Per essere di nuovo noi?
Possiamo essere di nuovo noi?

Con il prevalere dell’orgoglio e del coraggio di fare coming out dei due innamorati, l’autrice affronta il tema del pregiudizio e dell’omofobia regalando parole molto sentite e appassionate.

“È importante conoscerne il genere? È importante per voi sapere se sono un uomo o una donna? Oppure due uomini? O due donne? Voglio credere di no. Voglio immaginare che, in un mondo perfetto, in una società perfetta, questi dettagli non siano fondamentali. Per me c’è solo una sola cosa che conta ed è l’amore.”

La storia di un amore nato sui banchi di scuola e cresciuto negli anni, che resiste nonostante tutto.

“È vero, a volte l’amore non basta, hai ragione. Ma noi non abbiamo solo questo. Non c’è più solo amore tra noi, c’è di nuovo comprensione, c’è di nuovo complicità, c’è di nuovo sapere quello che l’altro vuole, c’è di nuovo sostegno, c’è esserci sempre quando l’altro ne ha bisogno. Siamo diversi da prima. Siamo migliori. Siamo di più.”

Annesa

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