Laurel Heights, di Lisa Worrall

AeP - Laurel Heights

Autore: Lisa Worral
Serie: Laurel Heights, libro 1
Lunghezza stampa: 238
Editore: Triskell
Lingua: italiano
Traduzione a cura di: Caterina Bolognesi
Acquistabile qui

Trama:

Dopo un apparente omicidio/suicidio, i Detective Scott Turner e Will Harrison vengono mandati sotto copertura a Laurel Heights, un esclusivo complesso residenziale abitato unicamente da coppie gay.
Riusciranno i due agenti, gay non dichiarati, a nascondere l’attrazione che provano l’uno per l’altro, pensando di avere a che fare con un collega etero? 

Recensione:

Scott e Will.

Sinceramente ma proprio, proprio sinceramente, dopo il primo capitolo mi ero già immaginata la solita storia che va bene per trascorrere qualche ora piacevole ma che alla fine ti lascia davvero poco, con personaggi superficiali e molto, molto sesso (quello in effetti non manca). Invece, Laurel Heights, per vari motivi, si rivela qualcosa di più.

Innanzitutto i due protagonisti sono simpatici, ma simpatici davvero, e i loro battibecchi spassosissimi, così come i nomignoli che ognuno affibbia nella sua testa all’altro. Ovviamente sono due ragazzoni belli, alti e abbronzati. Ovviamente fanno strage di cuori. Ovviamente sono bravissimi nel loro mestiere. Interessante lo schema che sceglie di presentarci l’autrice, come a dire che – ahimé – le maschere che tutti dobbiamo indossare nella vita possono essere multistrato. I nostri due eroi sono infatti due gay che si fingono etero sul lavoro e che, per risolvere un caso, devono far finta di essere gay. Il che richiede una notevole capacità recitativa, soprattutto quando sei sottocopertura. Non deve essere facile essere te stesso pur sapendo che devi risultare credibile per tutti tranne che per una persona, la quale ti crede diverso. C’è da farsi uscire il fumo dalle orecchie!

Ho molto apprezzato i background dei due agenti e viene spiegato in modo abbastanza esauriente cosa li ha portati a fingersi quello che non sono ‒ sappiamo tutti che l’ambiente militare non è esattamente progressista ‒ e mi è anche piaciuto che non ne facciano un dramma strappalacrime. Da bravi ragazzi tosti, accettano quello che la vita pone loro davanti e vanno avanti. Clap. Clap.

Il plot poliziesco è interessante, anche se forse ci sono un po’ troppi personaggi secondari e si fa un po’ di fatica a seguire chi sta con chi. L’autrice è stata brava a seminare nel testo indizi che vengono puntualmente disattesi, benché sia chiaro che il colpevole si trovi all’interno della ristretta comunità. Su questo argomento ho una piccola nota personale da fare: in genere rifuggo i libri che contengono scene forti di violenza perché mi causano proprio un malessere fisico. In questo caso, invece, non è successo. Non so, sinceramente, se sia o meno un punto a favore dell’autrice – nel senso che non è riuscita a farmi immedesimare al punto di costringermi a interrompere la lettura, come è successo recentemente con altri libri – però la storia è comunque molto godibile, e ovviamente, con il colpo di scena finale, è salita l’ansia per cosa potrà ancora succedere. Vedremo nel secondo capitolo, che sono curiosa di leggere per quello che riguarda la parte investigativa, ma nel quale sono certa mi mancherà il lento avvicinarsi e conoscersi dei due protagonisti. Molto carine le scene di gelosia!

Vittoria

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