Il patto dell’onice nera, di Morgana D. Baroque – La serie

Aep - Il patto dell'onice nera

Autore: Morgana D. Baroque
Serie: Il patto dell’onice nera
Editore: Autopubblicato
Lingua: Italiana

Acquistabili qui: 

01 – Il patto dell’onice nera
02 – L’antro
03 – Ametista di luna
04 – Lo scorpione
 

Recensione 

Ho da poco terminato la lettura de Lo Scorpione, quarto e ultimo romanzo della serie erotica Il patto dell’onice nera, di Morgana D. Baroque. Ma più che limitarmi a quest’ultimo, però, vorrei parlarvi dell’intera saga.

Quando lessi il primo romanzo, da cui prende il nome la serie, eravamo in pieno fenomeno 50 sfumature di grigio e di tutti i libri erotici che l’hanno seguito. Un consiglio per acquisti insistente mi convinse a prenderlo.

Leggerlo e innamorarmene fu un tutt’uno. E fu anche uno shock, perché il romanzo era, a tutti gli effetti, un vero e proprio erotico.

Nelle scene di sesso niente rimane celato. Non solo per quanto riguarda i due protagonisti principali, ma anche per gli altri personaggi che si susseguono, ognuno con le proprie storie e gusti particolari. Il tutto narrato in modo sapiente, che rende tutto eccitante e anche credibile, nonostante alcune scene possano risultare estreme: i giochi di ruolo, i ménage con più partner, il BDSM.

Ciò che più di tutto mi ha incantata nella storia è stata proprio l’originalità del luogo in cui tutto si svolge: Parigi, il microcosmo della protagonista e un club per incontri erotici, il club D, un luogo dal nome misterioso con ambienti da favola.

Sibylle è una giovane pittrice, con un marito che più carogna non si può e amiche strambe quanto preziose. È al club D che la giovane e infelice divorziata, con un’autostima sotto i tacchi, incontrerà Drakkar, il misterioso amante che le farà conoscere la parte più audace di se stessa.

Ricordo di come mi avesse divertito tutto lo svolgersi della vicenda, attraverso momenti tristi, altri divertenti, raccontati con poesia e ironia, tutto in uno stile fresco, originale e scorrevole. Di come il più piccolo particolare alla fine trovasse la sua collocazione, a chiusura del cerchio, persino la cura di un bruco dal nome curioso, che tanta parte invece avrà sulla storia d’amore. Per non parlare delle citazioni, oltre a quelle di Lao Tzu, che fanno sì che non sia solo un romanzo che tratta un certo tipo di “ginnastica”.

“È il seno più bello che abbia mai visto, piccola, non so chi ti abbia fatto credere il contrario, ma bisognerebbe strappargli la lingua e fargliela ingoiare.”
Lei lo guarda sbattendo le ciglia. “Lo dici solo per gentilezza?”
Lui ride forte. “Se mi conoscessi sapresti che non dico mai nulla per gentilezza. Adesso sdraiati su quella chaise long e accarezza quelle meraviglie.

***

“Non devi vergognarti con me.” Sussurra caldamente. “Ricordati che per tutto il tempo che sei con me, tu” e le punta l’indice contro, “sei mia.” E chiude la mano a pugno battendosela sul petto per due brevi volte.

***

“Non è vero che i veri uomini non piangono, i veri uomini non fanno piangere.”

Uno stile, quello di Morgana, tutto particolare, con la narrazione in terza persona ma al tempo presente, con un’ottima capacità descrittiva, a cominciare dai più piccoli dettagli, e con una rara e divertente vena ironica a stemperare persino le scene più sensuali.

Un romanzo che voleva essere autoconclusivo, ma che, per stessa ammissione del’autrice, aveva ancora tanto da raccontare attraverso le voci dei protagonisti che, si sa, vivono di vita propria nella mente degli autori e prepotentemente chiamano a gran voce una seconda chance. Ed ecco che ritroviamo le vicende di Sibylle e Drakkar ne L’Antro.

“Tutte le notti…” inizia a dire Drakkar.
” Sì?” lo sprona interessato quello.
“…prima di addormentarsi….”
” …Sì?”
“E tutte le mattine appena sveglia….”
“Sì?”
“…mi sorride e mi sussurra: ti amo. Trovi una donna così, signore, e avrà smesso di cercare.”

***

Fai sesso, fai pazzie, ma fallo adesso, perché se reprimerai questo bisogno non lo annullerai ma lo ritarderai soltanto e allora ti ritroverai a un’età matura a desiderare di fare follie adolescenziali perché non hai vissuto la tua età.

***

Lei è come una farfalla che non sa su quale fiore posarsi e tu sai bene che una farfalla non si può catturare perché rischi di farle male, rischi di romperle le ali. La devi lasciar volare libera, la devi ammirare nel suo volo, tanto tornerà da te, perché ti ama.

In questo secondo episodio l’autrice si cimenta nel thriller, con Drakkar – o Romain, il suo vero nome – in una pericolosa operazione sotto copertura e un dramma personale con la sua Sibylle, che sembra averla fatta grossa e che lui non riesce a perdonare. Il tutto alternato con le vicende degli altri protagonisti, tra cui un transessuale che rivelerà sorprese, un simpatico fantasma e una vera e propria conversione da parte di uno dei personaggi più odiati. Il tutto condito da sesso, sempre ottimo e abbondante!

In Ametista di Luna ci sono tutte le basi per quello che poi sarà il capitolo conclusivo, Lo scorpione. In questo c’è davvero la favola, quella con la F maiuscola, in un tripudio di gioia, armonia e amore (e sesso!) per tutti, ma non prima di aver superato momenti molto drammatici, che sembrano mettere tutto in discussione.

“Se farai del male alla mia Sibylle, sarà meglio per te spararti in bocca prima che ti trovi, perché se finisci nelle mie mani, passerai il resto della tua vita a implorarmi di ucciderti ogni giorno che passa, mentre perdi sangue da ogni orifizio.”

Una saga che mi ha molto divertito, emozionato e anche commosso, quattro libri che ho letto sempre col sorriso. Perché, a differenza di molti romanzi erotici, anche di alto livello, l’atmosfera nei romanzi di Morgana, non è mai cupa e morbosa, ma sempre improntata sull’allegria, sul saper godere della vita e del sesso senza inibizioni, ma nel pieno rispetto di sé e dell’altro. Anche il sadomasochismo di una delle coppie non esce mai dalla camera da letto, e nella vita reale entrambi ritornano al loro ruolo di persone normali che vivono, soffrono e amano come ognuno di noi.

Ci sono moltissime riflessioni sulla vita, non solo quelle prese da Lao Tzu o dai Ching. Con profonda sensibilità e delicatezza, ogni ambito della vita viene preso in considerazione e commentato attraverso le bocche dei protagonisti: la vita, la morte e il lutto, la libertà sessuale, il matrimonio e i legami in genere, la maternità, la paternità e l’amicizia. Ma soprattutto l’amore, quello vero e adulto, quello che nasce dopo aver imparato ad amare in primis se stessi: nessuno ci può amare se non lo facciamo noi per primi. Solo così ci saranno rispetto e fiducia.

È questo che ho trovato nelle pagine di questi quattro romanzi. Forse qualcuno le troverà eccessivamente ottimiste, ma nella lettura si ha anche bisogno di sognare.

Alla fine dell’ultimo romanzo c’è un bel commiato dell’autrice, che rispecchia molto i miei sentimenti e, credo, di tutti quelli che hanno seguito e amato questa serie.

Mi mancheranno tutti i personaggi. È un po’come dire addio a dei cari amici con i quali ho passato dei momenti di gioia, di sensualità, di spensieratezza e di tenerezza. Ma ho la consolazione di aver dato loro il destino rifulgente che meritavano. Auguro anche a voi una vita rifulgente. Non abbiate paura di sognare, ma soprattutto non abbiate paura di realizzare i vostri sogni.

Annesa

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