Volere la luna, di Sarah Madison

CryingfortheMoonITLG

Autore: Sarah Madison
Lunghezza stampa:190
Editore: Dreamspinner Press
Lingua: Italiano
Traduzione a cura di:Ugo Telese
Acquistabile qui

Trama:

Il vampiro Alexei Novik può anche avere i denti aguzzi e la bara, ma ha abbandonato quello stile di vita per una vecchia casa da ristrutturare nei monti Blue Ridge. Stanco del passato, Alex intende restare da solo, ma sembra che il suo nuovo affascinante vicino, Tate, non recepisca il messaggio: una buona cosa, dal momento che questi sembra essere a conoscenza di tutte le cose che riguardano la casa. Tate va anche d’accordo con gli amici mannari di Alex, anche se uno di loro gli ricorda apertamente che la loro amicizia non è una buona idea.
Se una relazione platonica è una cattiva idea, la crescente attrazione tra Tate e Alex è un disastro annunciato. Il dolce Tate si ritroverà invischiato nel mondo pericoloso di Alex e quest’ultimo sarà diviso tra la voglia di avere la relazione che ha sempre desiderato e il desiderio di tenere Tate al sicuro. Quest’ultimo, d’altro canto, non accetta un no come risposta e sembra accettare tranquillamente tutto ciò che Alex gli riversa addosso senza battere ciglio. Proprio quando il vampiro pensa che, dopotutto, le cose possano andare per il meglio, il passato di Alex ritorna, spingendolo a fare una scelta terribile.

Recensione:

Un vampiro che cerca pace e tranquillità, un gruppo di amici licantropi che lo aiutano nel trasloco e restauro della casa in cambio della possibilità di cacciare nei dintorni, un veterinario simpatico e attraente e che è più di quello che sembra e, naturalmente, il cattivo di turno.
Ingredienti classici per un altro fantasy e il rischio del dejà vu è dietro l’angolo, ma Volere la luna riserva invece delle sorprese e qualche elemento di originalità.
Come dico sempre, quello che fa la differenza tra un buon romanzo e una minestra riscaldata è una buona trama, personaggi che rimangano nell’immaginario e una scrittura frizzante che risulti fluida e coinvolgente alla lettura. Posso affermare, dunque, che questi elementi ci sono tutti.
Ciò che più mi ha piacevolmente colpito è come l’autrice, Sarah Madison, introduca sin da subito tutti i personaggi caratterizzandoli poco a poco, lasciando sapientemente qua e là, piccoli particolari, piccoli indizi che solo durante la lettura prendono il loro posto dando alla fine tutta la visione di insieme, sia per quanto riguarda i protagonisti – non mi piace far trasparire troppo, ma occhio al micio – sia per quel che concerne la storia.
L’originalità di cui parlavo sta nello sviluppare sia la natura e la gerarchia dei licantropi, sia, e soprattutto, l’essere vampiro di Alex, un vampiro che sta alla luce del sole, anche se con l’aiuto di occhiali scuri, che ha un rapporto particolare con la sua bara, fonte di rinnovo di forza ed energie. Anche se nasconde al sicuro la bara, Alex invece decide di non avvalersene, contravvenendo alle regole della Vita, decidendo di assecondare il lato più umano di sé, anche se ciò lo condanna a essere un reietto tra i suoi simili.

Girando la chiave nella toppa, aprì la porta per vedere la sua bara. Aveva lasciato spenta la lampadina sul soffitto, perché aveva abbastanza luce dal corridoio per vedere il bagliore del mogano e le incisioni ornamentali ai lati della cassa. Riusciva a sentirne l’attrazione dalla soglia, riusciva a sentirne l’insidiosa spinta del suo richiamo nel corpo e nella mente.
Fu davvero tentato di arrendersi e giacervi all’interno; si sentì all’improvviso logoro e sapeva quanto sollievo e rinnovamento promettesse invece quell’atto. Se fosse entrato nella stanza e avesse toccato il legno, sarebbe riuscito a sentire il battito caldo della Vita che quest’ultimo gli prometteva.

Ho trovato il romanzo frizzante, per niente avvolto da cupe atmosfere, anche se quello che racconta parla di solitudine, vista sia come via di fuga e fonte di libertà, ma anche di come questo possa comportare una sottile sofferenza. Non è facile essere vampiri, non è facile essere licantropi, non è per niente facile essere queste cose e per di più gay (è ovvio come l’essere una spaventosa  creatura magica sia comunque metafora dell’isolamento e della discriminazione di cui sono oggetto le persone omosessuali). Ma è bello come è stata descritta l’amicizia tra i protagonisti, che proprio in nome di quest’ultima mettono da parte millenarie rivalità di specie pur di aiutarsi l’un l’altro. Le scene tra loro sono divertentissime, comiche, ma anche cariche di tensione, soprattutto quelle sensuali, tra il vampiro Alex e il veterinario Tate.
Una delle scene che ho amato di più è quella che vede i mannari, dopo una giornata passata a lavorare per il bel vampiro, passare la serata a bere e a cantare canzoni tratte dal musical Les misérables.

Per sostenere il suo punto di vista, Peter iniziò a cantare i primi versi di One day more.
La sua voce baritonale era perfetta per la parte di Valjean.
Alex non potè farne a meno: si unì a lui, cantando la parte di Marius. Tate, con gli occhi luminosi per l’eccitazione, inaspettatamente diede la voce a Cosette, anche se rimase nella stessa voce di Alex invece di prendere il ruolo del soprano. Anche se non era un cantante esperto, c’era una potenza naturale nella voce di Tate che si mescolava armonicamente con i versi melodiosi di Alex. Provò uno strano senso di riconoscimento nell’udire Tate cantare identiche parole d’amore insieme a lui a prima vista, e Alex cercò di riportare quella sensazione, come tutte le emozioni che provava nei confronti di Tate, sotto controllo.
La voce di Tish si levò all’improvviso nella stanza a ricoprire la parte di Eponime e Alex sentì una scarica intensa di appartenenza.  ”Questo deve essere come ci si sente ad appartenere a un branco,” pensò.

In bilico tra provare invidia per il loro essere branco e il disperato bisogno di essere solo, sentiremo tutta la lotta interiore di Alex tra ciò che la sua parte razionale vorrebbe e quella, emotiva e sentimentale, che grida a gran voce il desiderio per il dolce, simpatico, solare Tate.
Anche le storie degli amici licantropi non sono da meno, ma non parlerò delle coppie che si formano perché svelerei troppo di un romanzo che davvero merita di essere letto, non fosse altro per la sua non eccessiva lunghezza e perché sembra essere il primo di una serie che promette di essere molto interessante.

Annesa

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