Una raffinata trasgressione, di K.J. Charles

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Autore: K.C. Charles
Serie: Consorzio di gentiluomini, libro 1
Lunghezza stampa: 300 pagine
Editore: Triskell
Lingua: Italiano
Traduzione a cura di: Claudia Milani
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Trama:

Quando apprende di essere l’erede di un’inaspettata fortuna, Harry Vane rinnega il suo passato radicale a favore delle riforme governative e decide di corteggiare la graziosa cugina. Il suo cuore viene però catturato dall’uomo più bello ed elegante che abbia mai incontrato: il dandy che ha il compito di istruirlo nelle buone maniere e nello stile che gli consentiranno di fare il suo ingresso in Società. Il nuovo ruolo che si trova a rivestire richiede conformità, ma Harry non desidera altro che assaggiare il paio di labbra sbagliate.
Dopo aver assistito in prima persona agli orrori di Waterloo, Julius Norreys ha cercato rifugio dietro la maschera raffinata dell’alta società. Ora si interessa unicamente del taglio della propria giacca e della qualità dei propri stivali. Tuttavia, il suo pupillo è talmente scevro dal suo cinismo che gli ispira la prima vera scintilla di desiderio da molti anni a quella parte. Julius non può proteggere Harry dalle peggiori intemperanze della società, ma insieme possono sopportare il prezzo della passione.

Recensione:

Un tuffo nel passato. Ecco cos’è stato per me leggere Una raffinata trasgressione. Non solo perché è ambientato nell’Inghilterra all’indomani della battaglia di Waterloo, ma anche perché mi ha riportato alla mente quei romanzi della Georgette Heyer e della Claire Darcy, che hanno portato alla ribalta le storie ambientate nell’alta società inglese (ma anche francese), dove molto spesso la brava ragazza contraeva un ottimo matrimonio in primo luogo, e poi anche l’amore.
È stato un bel tuffo in effetti, perché in questa storia c’è tutto di quei romanzi: la moda del tempo, con i vestiti sapientemente descritti; le ricche e sontuose ambientazioni; i dialoghi, sagaci e colmi d’ironia, vere e proprie battaglie a colpi di battute, ma anche sottili armi di seduzione e, infine, l’intreccio, la storia, il pathos, la suspense e, ovviamente, l’amore. La differenza la fanno le scene di sesso e il fatto che sia una storia m/m!
Non avendo ancora letto storici a soggetto LGTB, devo dire che è stato un bell’esordio di lettura, perché il romanzo è proprio bello e ricco di sorprese.
Tutto è intrigante e coinvolgente, a cominciare dall’intreccio narrativo, con un prologo che ci porta otto anni indietro rispetto alla vicenda vera e propria, e nel quale troviamo, poco più che ragazzino, Harry Vane, figlio di un nobile diseredato per le sue idee radicali che gli hanno fatto sposare, oltre la causa delle riforme sociali, anche una donna di umili origini ma piena di coraggio e con le idee molto chiare in fatto di diritti.
Harry… è inevitabile amarlo, perché è molto autentico con le sue fragilità, le sue debolezze, ma anche la sua particolare integrità e l’inaspettato coraggio. Lo incontriamo immediatamente come ragazzino in fuga, su una nave che lo sta portando via dall’Inghilterra, spaventato e insofferente verso tutto ciò che è ribellione perché stanco di vivere nella paura: paura di essere scoperto, arrestato e pertanto frustato o, peggio, impiccato, oppure di veder accadere tutto questo ai suoi genitori o agli amici. Spera in una vita diversa, normale, ma l’illusione svanisce non appena guarda negli occhi i genitori e capisce che meditano di continuare la loro battaglia.

Un pensiero improvviso gli affiorò alla mente, soverchiante nel colpevole senso di sollievo che portava con sé: era tutto finito? Erano passati i giorni delle riunioni segrete e delle proteste pubbliche? Potevano vivere finalmente liberi dalla paura di un passo cadenzato davanti alla loro porta?
Sarebbe potuto andare a scuola. I suoi genitori avrebbero parlato di altri argomenti. La sua vita sarebbe stata piacevole.
Qualcun altro avrebbe dovuto prendere sulle proprie spalle la responsabilità della battaglia, naturalmente. Ma il sacrificio di Silas sarebbe stato inutile se loro avessero continuato a rischiare. Di certo i suoi genitori se ne rendevano conto.
Si umettò le labbra e cercò di controllare la voce. «Che… che faremo ora?»
Suo padre sollevò il capo e gli posò una mano sulla spalla. «Non aver paura, ragazzo mio. C’è altro che possiamo fare, tanto altro. Non ci arrenderemo mai.»
«Mai,» ripeté piano la madre.
Harry spostò lo sguardo dall’uno all’altra. I suoi genitori si stavano fissando, il padre col mento rivolto in alto e la madre con le labbra strette, e anche quella breve, entusiasta fiamma di speranza si spense dentro di lui.

Otto anni più tardi lo ritroviamo di nuovo a Londra, dove ha appreso di essere l’unico erede maschio di suo nonno. Un ottimo lavoro psicologico è stato fatto dalla Charles, non si può, infatti, non provare simpatia per questo ragazzo che, dopo una vita passata nel terrore dell’arresto e della forca a causa delle attività radicali dei genitori che lo lasciano infine orfano e solo, a un certo punto si ritrova catapultato in un mondo di lusso e opulenza, nel quale non dovrà più patire né fame né paura, e neppure preoccuparsi delle piccole necessità come vestirsi, dovendosi affidare alle persone preposte per farlo al posto suo.
Lacerato dai sensi di colpa, Harry vede i fantasmi dei suoi genitori che severamente lo giudicano e, se da una parte è incapace di capire le motivazioni del padre, comprende invece perfettamente quelle della madre, che quel mondo di pochi privilegiati lo ha combattuto tutta la sua vita.
A guidare Harry nella sua nuova vita ci sono il cugino Richard, e l’amico di lui, Julius Norreys, a cui viene chiesto di trasformare il giovane radicale in un autentico gentiluomo.
Julius… altro splendido personaggio, che nasce superbo e indolente, che sembra non esser sfiorato da nessun interesse (ma è poi proprio così?) che non sia la moda, passione che lo porta a osare indossare capi ricercati, da autentico dandy, originali se non eccentrici ma sempre perfetti. Come perfetto è lui, in ogni cosa che fa: muoversi, parlare, danzare, cavalcare. È l’uomo più bello sul quale Harry abbia posato gli occhi e, nonostante i suoi modi freddi e un po’ burberi, non tarderà a innamorarsene.

Mr. Norreys era di media altezza, forse qualche centimetro più basso di Harry, e di corporatura più snella, sembrava fatto di madreperla. I suoi capelli chiari rilucevano; la pelle possedeva un raffinato pallore lunare; persino i suoi occhi erano pallidi, come un terso cielo invernale su un viso dai lineamenti fini ed eleganti.
I suoi pantaloni, incredibilmente aderenti, non erano né marrone né color biscotto, ma piuttosto di un grigio molto chiaro; la marsina era di un azzurro pallido e il panciotto di un brillante raso anch’esso grigio, ricamato con delicate farfalle di filo bianco. Persino i nastri del suo bastone dal pomo d’avorio erano bianchi e argento, perfettamente abbinati.
Silas l’avrebbe disprezzato. Harry non aveva mai, in tutta la sua vita, visto qualcuno di altrettanto perfetto.

Ah, Mr Norreys! Oltre la sua facciata d’indolenza e superficialità c’è molto di più, cose davvero dolorose, che protegge col muro costruito intorno al suo cuore. Come un moderno Pigmalione, accetterà di trasformare il povero e rozzo Harry in un raffinato gentiluomo inglese, spinto più da curiosità che dall’essere stato messo alle strette dall’amico Lord Richard. A Harry insegnerà tutto quello che potrà, ma sarà a sua volta Harry, con la sua innocente spregiudicatezza, a insegnargli la cosa più straordinaria: amare e lasciarsi amare.

«Voglio vederlo felice. Tu lo sai come sono fatto, non ho bisogno di atteggiarmi con te. Sono anni che sopporto a malapena di essere toccato da un uomo, o persino di stare in compagnia. Ma a lui ho raccontato di Marcus. Abbiamo discusso in pubblico, in pubblico, riguardo a una giacca. Ne sono innamorato, ecco.» Cercò di dirlo con levità. Non gli riuscì.
«Oh, diavolo!» esclamò Richard. «Mio povero Julius.»
«Maledizione. Che devo fare?»
Le parole erano uscite contro la sua volontà, ma era quella la vera ragione per cui si era presentato a casa dell’amico, indipendentemente da quante scuse potesse accampare. Era sulla soglia di Richard che i Riccardiani erano soliti portare i loro problemi.

Non dimentichiamo che il romanzo racconta una storia d’amore gay. Essere omosessuale fino alla seconda metà del ventesimo secolo era colpa quasi peggiore dell’essere radicali, e all’epoca il ‘crimine’ era punito con la forca, nobile o plebeo fosse il reo.
Ecco quindi che Lord Richard fonda questo gruppo di uomini, i Riccardiani, una manciata in tutto, legati tra loro da rapporto di parentela o di amicizia, ma soprattutto dal medesimo segreto, per proteggerli nelle accoglienti stanze segrete di un club privato.
D’accordo, un romanzo d’amore quindi, ma c’è molto di più. A cominciare dall’epoca in cui si svolge, piena di contrasti sociali, sapientemente raccontati dall’autrice che deve aver svolto un accurato lavoro di ricerca storica. Mi piace pensare che sia esistito davvero un libello intitolato Il grido di battaglia della donna, dove un’indomita ribelle abbia esposto idee liberali, come la parità di diritti naturali, come scegliere il marito, possedere terre ed entrare in possesso delle proprie eredità senza dover dipendere dal parente maschio più prossimo, condizione ben misera che non risparmiava nemmeno le dame dell’alta società.
Altri personaggi si avvicendano nella storia e tutti, nel bene e nel male, sono originali e ingranaggi indispensabili nell’intreccio narrativo. Non perdete d’occhio i valletti, riservano le sorprese più incredibili!
Amore, intrighi, tradimenti, colpi di scena, ma più di tutto mi hanno affascinato i dialoghi, veri e propri duelli d’ironia e sagacia, capolavori di dialettica, dove vince proprio chi ha l’ultima parola. Tutto questo grazie all’abile penna della scrittrice ma anche al sapiente e paziente lavoro di chi ha tradotto il romanzo. La scelta di vocaboli più classici e ormai inusitati ha reso i giochi di parole comprensibili anche nella lingua tradotta, e dimostrano una chiara passione e dedizione verso questo delicato lavoro.

«Che diavolo è quella cosa?» esclamò Julius con gelida brutalità.
Harry riuscì a mantenere un contegno dignitoso solo perché si era esercitato, molte volte, davanti allo specchio. «A cosa ti riferisci?» chiese, fingendo innocenza.
«Quell’… abominio.»
«È una giacca.»
«No che non lo è,» affermò Julius. «Non so cosa sia. Una fantasia febbricitante, magari, o la creazione di un artista folle, ma di certo non è ciò che un uomo sano di mente chiamerebbe giacca.»
«A dir la verità,» Ash aveva l’aria piuttosto stupita. «A me piace.»
«Perché sei un imbecille,» lo apostrofò Julius. «Sei tu il responsabile di questo scempio?»
Ash arrossì violentemente. Francis, il tono basso e minaccioso, intervenne in sua difesa: «Credevo che il tuo alterco fosse con Harry, Julius caro.»
Infatti, e stava bollendo già da qualche giorno. Harry raddrizzò le spalle. «È stata fatta secondo le mie indicazioni. Personalmente la trovo rimarchevole.»
«Non è rimarchevole,» sibilò Julius. «È color… pulce.»
Sì, lo era. Non si poteva negare. Era stata tagliata e cucita su misura dal sarto francese Vaillard, esibiva una bella linea, le code cadevano alla perfezione e aveva una tonalità che non poteva essere descritta altrimenti se non pulce. Non marrone o rossiccio o altri colori, solo pulce. Non era una tinta che si vedeva spesso, ma Harry ne era stato conquistato quando aveva visitato la sartoria in compagnia di Ash, e nessuno poteva negare che si abbinasse alla perfezione con i suoi riccioli scuri. Attirava l’attenzione. Era particolare.
«È orribile,» disse Dominic. «Ma sul fatto che meriti tutta questa rabbia, tuttavia…»
«Merita di essere bruciata,» sbottò Julius. «Sulla schiena di chi la indossa.»
[…]
Raddrizzò le spalle. «Sono terribilmente dispiaciuto che non ti piaccia. Suppongo che tu preferisca uno stile più convenzionale.»
Le narici di Julius fremettero pericolosamente. «In effetti. Per esempio la convenzione di non far star male chi abbia la sfortuna di posare lo sguardo su di me.»

Consorzio di gentiluomini nasce come saga e personalmente non vedo l’ora di conoscere le vicende degli altri Riccardiani, sicura che saranno coinvolgenti come questa, splendida ed emozionante, di Julius e Harry.

Annesa

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