Sidercar, di Amy Lane

SidecarITLG

Autore: Amy Lane
Lunghezza stampa: 277
Editore: Dreamspinner Press
Lingua: Italiano
Traduzione a cura di: Veronica Rotondo
Acquistabile qui: 

Trama:

È il 1987. I ragazzi indossano camicie rosa della Izod, le ragazze hanno capelli vaporosi e tutti possiedono una scatola del fumo; AIDS è solo una brutta parola che rimbomba dalle città come un temporale. Un adolescente scappato di casa vaga su un lato della strada, a un battito di ciglia dalla disperazione, ed è salvato da un angelo con i capelli lunghi su una Harley.
Ma questo è solo l’inizio della loro storia.
Josiah Daniels voleva pace, tranquillità e una vita semplice, e l’ha avuta finché non ha salvato Casey dalla fame, dal freddo e dallo sfinimento. Da quel momento la vita di Joe è tutt’altro che semplice e il suo nuovo pupillo naviga un mondo che sta cambiando più rapidamente delle persone che ci vivono. Joe vuole far diventare Casey un adulto felice e produttivo, e ci riesce. Ma anche da grande, Casey non riesce a concepire una vita felice senza Joe. Il problema è far accettare a Joe che il ragazzo che ha allevato è all’improvviso l’uomo che lo vuole.
La loro relazione potrebbe morire o cambiare il mondo attorno a loro. Mentre costruiscono una casa, negoziano le nuove regole del crescere assieme e schivano le insidie della vita moderna, Casey impara che l’età adulta è più che il sesso, Joe impara che non ci sono compromessi se si vuole vivere per sempre felici e contenti, e sono entrambi costretti a capire l’unica cosa che un uomo non dovrebbe mai fare: vivere da solo.

Recensione:

È la prima volta che cerco di tradurre in parole le emozioni che Amy Lane è capace di regalarmi. È senza dubbio la mia autrice preferita e mi ha sempre un po’ intimidito parlare dei suoi libri. Le sue storie mi arrivano dritte al cuore, regalandomi emozioni uniche e difficili da descrivere. Sidecar, in questo senso, ha superato tutte le mie aspettative. Il libro è di una bellezza e sensibilità uniche.
La narrazione avviene attraverso due punti di vista distinti: Casey e Joe, che raccontano venticinque anni della loro vita insieme. Ma la Lane non si ferma qui e ci stupisce ulteriormente regalandoci una canzone in apertura di ogni capitolo: un’introduzione perfetta e compatibile con i tratti della storia che ci racconta.
Solitamente, quando leggiamo un libro, ci viene facile immedesimarci con uno dei protagonisti. In Sidecar, invece, non mi è accaduto nulla di tutto ciò. E non ho sentito nemmeno il desiderio folle che ogni tanto mi afferra di avere accanto uno, o magari tutti e due, i protagonisti del libro. Invece, non mi dispiacerebbe affatto diventare un po’ come Joe. Vorrei avere la fiducia che ha lui nelle persone, vorrei riuscire a vedere il bello anche nelle circostanza più terribili e agghiaccianti. E vorrei avere la fede e la certezza che le persone possono essere salvate. Josiah Daniels, detto Joe, mi ha fatto vergognare di me stessa perché mi sono resa conto di quanto io sia distante da questo ideale. Quando Joe incontra Casey per la prima volta, quest’ultimo è solo un ragazzino spaventato, ferito, maltrattato dalla vita e dalle persone con cui ha interagito fino a quel momento. Joe, da quel buon samaritano che è, lo accoglie, lo nutre, cura le sue ferite fisiche e lo aiuta a superare quelle emotive. Casey, anche se ha solo sedici anni, si innamora subito di Joe, mentre l’uomo più adulto cercherà in tutti i modi di evitare che succeda anche a lui, perché sente molto la differenza di età di dodici anni. Questa scelta, benché io non la condivida, è compatibile con il carattere del personaggio, che vuole unicamente che Casey realizzi tutti i suoi sogni e sia felice, oltre a fare tutte le esperienze adatte a un ragazzo della sua età.
Mi è anche venuto il dubbio se la Lane non abbia scelto il cammino più facile non volendo intraprendere una battaglia morale contro l’America conservatrice, nel mostrare un quasi trentenne che si innamora e ha rapporti sessuali con un adolescente. Ma non credo che ciò sia vero se si tengono presenti le precedenti relazioni sessuali di Casey, che per sopravvivere è stato costretto a prostituirsi con uomini deplorevoli che lo hanno usato per il proprio piacere, spingendolo dentro un baratro di degrado sia fisico che morale.
Mentre Casey cresce e diventa un adulto, il lettore vede, attraverso gli occhi di Joe, anche altri aspetti della vita oltre al sentimento che li lega: l’AIDS, le droghe, l’omofobia e il sistema americano di affidamento e adozioni. Siamo alla fine degli anni Ottanta, quando l’AIDS era ancora una grande incognita e il preconcetto e la poca informazione non facevano che peggiorare la già critica situazione dei malati. La Lane userà il lavoro di infermiere di Joe per descrivere in forma molto diretta, ma non esagerata o troppo melodrammatica, le condizioni dei malati. In questi passaggi usa un artificio che a me piace molto: fa allusioni al futuro che i due protagonisti avranno insieme, quasi a voler tranquillizzare il lettore che comunque avranno un lieto fine.
Un percorso travagliato, il loro. Joe prova per Casey un amore assoluto, privo di ogni sentimento di egoismo, e gli sarà accanto in ogni avvenimento importante della sua vita: dalle prime delusioni amorose alla perdita di uno dei genitori. Casey, dal canto suo e con la testardaggine che lo caratterizza, non smetterà mai di lottare per Joe, all’inizio, e poi insieme a lui per la realizzazione del suo più grande sogno, cioè essere genitore. Insieme riusciranno a fare questo e molto altro ancora, tutto grazie all’amore e alla fede che nutrono l’uno nell’altro.
C’è chi non apprezza la Lane per le sue storie a volte strappalacrime a volta troppo zuccherose. Sidecar è sia l’una che l’altra cosa, ma è anche e soprattutto una dichiarazione d’amore verso il prossimo. Anche se a tratti la storia diventa devastante per quanto è vera, quando si finisce il libro, quello che ci rimane è un gran sorriso sulla faccia e la certezza che con la gentilezza e le buone azioni si può sempre fare la differenza.

Francine

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