Credimi, di L.A. Witt

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Autore: L.A.Witt
Serie: Coprimi, libro 2
Lunghezza stampa:310
Editore: Triskell
Lingua: Italiano
Traduzione a cura di: Viola Lodato
Acquistabile qui

Trama:

Sulla scena di un multiplo omicidio, che è orribile anche per un investigatore navigato, Brian Clifton rimane sbalordito nel vedere che una delle vittime somiglia in modo inquietante a James, il suo ragazzo. Mentre le similitudini continuano ad aumentare, i cadaveri fanno altrettanto… e le prove indicano che il killer è proprio James.
James non è stato onesto con Brian da molto prima della sparatoria. È stato evasivo. Oh, e c’è quel piccolo dettaglio: ha omesso di dire al compagno di essere uno spacciatore con il vizio del gioco d’azzardo. Forse James non è il fidanzato migliore del mondo, ma scongiura Brian di credere alla sua innocenza. In effetti, chiunque abbia premuto il grilletto vuole senza dubbio finire ciò che ha iniziato, e Brian è l’unico di cui James si fida per essere protetto.
Ma quanto è disposto a rischiare Brian per proteggere un uomo che forse neanche conosce?

Recensione:

In questo romanzo, L.A.Witt, scrittrice prolifica e autrice di altre brillanti serie, come per esempio Changing Plans, si  cimenta in una storia piena di pathos e tensione, un vero e proprio thriller incentrato su un gioco di equivoci, inquietanti sospetti e agghiaccianti rivelazioni, con un susseguirsi di colpi di scena, che dovrebbero lasciare il lettore con il fiato sospeso sino al liberatorio finale. Dovrebbero, perché, a dispetto del pregevole sforzo fatto dall’autrice per compiere un ottimo lavoro, personalmente ho trovato la vicenda zoppicante in più punti.
Come in altri suoi lavori, la narrazione è in presa diretta dal punto di vista del personaggio principale, Brian Clifton, detective collega di Andrew Carmichael, conosciuto nel libro precedente. Come da trama, Brian sta vivendo un intimo dramma, turbato dallo sfuggente comportamento del suo ragazzo James. Ma quella che sembra una semplice questione di tradimento, assume un’altra sembianza quando ben altri e più gravi sospetti cadranno sulla testa di James, gettando nella disperazione e nell’angoscia Brian.

Rabbrividii e alzai il lenzuolo.
Il mio cuore si fermò.
«Santo…» Fissai il corpo con gli occhi spalancati e i polmoni paralizzati.
«Cosa c’è che non va?» chiese Max.
Abbassai il lenzuolo, ma il volto era ancora lì nella mia testa. Il mondo vorticò intorno a me, diventando grigio, bianco e nero, e afferrai un tavolo in cerca di stabilità.
Mi si posò una mano sulla spalla. «Rilassati, amico.» Max tenne un tono di voce basso e regolare. «Respira.»
Con uno sforzo considerevole, inspirai ed espirai. La vista mi si schiarì gradualmente, ma il cuore continuò a pomparmi sangue ghiacciato nelle vene.
«Brian? Cosa c’è che non va?» Guardò il corpo. «Lo hai riconosciuto o qualcosa del genere?»
«Io…» Deglutii a fatica. Con il lenzuolo tornato sul suo volto, mi chiesi se avessi visto bene i suoi lineamenti. Era lui? L’avevo davvero riconosciuto?
Era davvero il mio ragazzo quello che giaceva in una pozza di sangue?

Per tutto il romanzo, Brian vivrà un intimo e lacerante dramma, acutizzato da una grave perdita di cui si assumerà moralmente la responsabilità. Lo shock, il dolore, il dubbio e il senso di colpa che lacerano l’animo del povero detective sono descritti in maniera angosciante attraverso i suoi pensieri, colmi di disperazione e tormento e aggravati dal suo disperato bisogno di bere. La descrizione di questi stati d’animo è talmente efficace che è difficile non restarne coinvolti. Per questo motivo, nonostante le scelte avventate che Brian compie, nonostante la sua fragilità e il suo essere così ciecamente innamorato, il lettore non può fare a meno di accompagnarlo attraverso questo oceano emozionale e sperare che il suo istinto – o meglio il suo cuore – non menta e che i rischi che corre, e che farà correre anche a coloro che gli stanno vicino, alla fine lo portino all’unica soluzione possibile: dimostrare l’innocenza del suo ragazzo.
James, questo il nome dell’amante di Brian, sarà un mistero fino alla fine, complice appunto la narrazione tutta dal punto di vista del detective. Tracciato fisicamente in una fuggevole descrizione, non suscita molta simpatia. Sfuggevole già in tempi non sospetti, la sua situazione non migliora con il proseguire della storia, a causa dei suoi silenzi, degli sguardi dimessi, delle mezze verità e di quell’unica, insistente e accorata preghiera che rivolge al suo tormentato innamorato: credimi.

Fu attraversato da un brivido. Mi afferrò il braccio tanto forte da farmi male, e fece ondeggiare un po’ i fianchi all’indietro quel tanto sufficiente a farlo venire con un gemito debole e ansimante. Diedi ancora qualche spinta profonda e disperata prima che il desiderio diventasse troppo forte. Vidi tutto bianco e mi arresi. Per alcuni secondi deliziosi e accecanti, fui consapevole soltanto della tensione che si era spezzata e del sollievo del rilascio.
Poi espirai e gli collassai addosso. Ci tenemmo l’uno all’altro, entrambi tremanti e ansimanti. Alla fine, le sue labbra trovarono le mie e mi baciò con dolcezza.
«Ne avevo bisogno,» farfugliò.
«Anch’io.» Piegai la testa da un lato, poi dall’altro, per sciogliere la rigidità persistente che era probabilmente la conseguenza di una giornata infernale. «Ne avevo assolutamente bisogno.»

In questo momento di passione dettato più dalla condivisione di una perdita – anche nella famosa sparatoria James avrà perso qualcuno di caro – Brian decide, anche se contro ogni logica, di ascoltare il suo cuore e di cercare le prove che possano scagionare il suo ragazzo, rischiando di pagare a caro prezzo questa sua decisione.
Anche questo romanzo della Witt è in definitiva un bel romanzo, ma alcune componenti non mi hanno entusiasmato come in altri suoi lavori. L’intreccio è abbastanza ben disegnato, tutta la parte poliziesca è, per così dire, discretamente delineata, con la sua buona dose di colpi di scena, e a tratti veramente drammatica. Ho trovato un po’ troppo forzato questo ostinato attaccamento di Brian a James. Il suo è stato quasi un atto di fede nei confronti del boyfriend, tale da spingerlo a rischiare la carriera, la sua e quella di Andrew, il detective suo amico incontrato nel capitolo precedente. Non si percepisce il motivo di questo amore che gli farà fare un autentico giro all’inferno, tanto più che se lo chiederà egli stesso nelle ultime drammaticissime pagine. Ho avuto difficoltà a simpatizzare con la coppia, insomma, fin troppo dalla parte dei buoni l’uno, difficile da definire e inquadrare l’altro. Infine, ho trovato ingenua la scelta del colpevole, che a un lettore più consumato sarà palese sin da subito, ma è la Witt, e questo è il secondo capitolo della serie “Coprimi”, imperdibile quindi per chi ama la saga e chi l’ha scritta.

Annesa

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