Stella solitaria, di Josh Lanyon

stella solitaria

Autore: Josh Lanyon
Lunghezza stampa: 105
Editore: Mondadori Collana: e-Lit
Lingua: italiano
Traduzione a cura di: Chiara Messina
Acquistabile qui

Confesso di aver letto il libro a scatola chiusa, senza neppure un’idea di cosa parlasse ed è stato meglio così. La quarta dice troppo in questo caso e rovina il piacere della scoperta. Per questo motivo ho deciso di non aprire la recensione con la trama, come facciamo di solito sul blog, ma di lasciarla in fondo. A voi la decisione se leggerla o meno.

Recensione:

Mi cospargo il capo di cenere e ammetto che è la prima traduzione italiana che leggo di Josh Lanyon. Mi è parsa ottima, come c’era da aspettarsi dalla tastiera sapiente di Chiara Messina.
Il libro si apre con un viaggio in auto nella notte e pochi accenni alla ragione per cui Mitch, il protagonista, si trova lì; si intuisce solo che è successo qualcosa con il suo ragazzo. Lanyon non racconta tutto subito ma, come succederebbe nella vita normale, il passato viene svelato via via che si ripresenta alla mente e nei discorsi dei vari personaggi. Questo serve a creare una certa aspettativa e a tenere alta la curiosità non solo riguardo a ciò che sarà, ma anche, e soprattutto, a ciò che è stato e che ha portato i personaggi al punto in cui sono.
I protagonisti di questa storia sono Mitch e Web. Stella della danza classica il primo, Texas Ranger il secondo. Si intuisce sin dall’inizio che c’è stato qualcosa tra loro, anche se l’autore ci farà attendere qualche pagina prima di permetterci di capire cosa. Mitch è un artista dedito completamente alla sua passione: è introverso, inflessibile, si tiene a distanza. All’inizio facciamo fatica a capire se ciò sia dovuto all’arroganza della stella, che guarda con aria di sufficienza e un po’ di disprezzo ciò che si è lasciato alle spalle, oppure se la ragione è un’altra. Perché, in fondo, ti immagini che debba anche esserci dell’altro. Poi l’autore sceglie di sollevare il velo con un metafora assolutamente splendida: i piedi di Mitch. I piedi di un ballerino.

Mitch si guardò i piedi e scoppiò a ridere. Gli alluci valghi e i calli erano i problemi minori. I suoi piedi erano uno spettacolo tutt’altro che gradevole con le loro ferite arrossate, la pelle indurita sulle giunture e le unghie nere e spezzate. A dire il vero, tutto considerato, i suoi piedi avevano un aspetto migliore del solito. Aveva ballato con ulcere tra le dita, distorsioni e dita rotte.

Perché sì, la grazia e la leggerezza sono ottenute a un prezzo altissimo che solo pochi hanno la volontà e la forza di pagare per intero. I lustrini, gli abiti che fasciano fisici perfetti, non sono altro che il rivestimento esterno di un mondo fatto di sacrificio e dolore.

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Quindi, anche la presunta freddezza di Mitch assume una connotazione diversa se guardata sotto questa luce. Senza poi contare la parte caratteriale che, come gli fa notare Mamie, ha ereditato dal padre: ci sono persone che fanno fatica a parlare dei propri sentimenti, che fanno fatica a esprimerli ad alta voce, ma non per questo soffrono o amano di meno.

La voce del ranger era bassa, appena più di un sussurro. «Quella notte al parco, quando ti ho detto che non potevo fare ciò che chiedevi, hai pianto.»
Mitch gli lanciò un’occhiata rapida e sorpresa. «Sì, immagino di averlo fatto.»
«Ti conoscevo da tutta la vita e non ti avevo mai visto piangere. Nemmeno da bambino. Per niente. Non avevi pianto quando ti eri ficcato un chiodo nel piede, non piangevi quando tuo padre usava la cinghia, né quando quelle piccole merde ti davano il tormento perché prendevi delle lezioni da danza da frocetto. Ma quella notte, nel parco, quando abbiamo discusso e io ti ho detto di no, ti sei girato, ti sei appoggiato a quel grosso albero di noce e hai pianto. Hai pianto come se qualcosa ti stesse dilaniando, come se il tuo cuore si stesse spezzando, come se tutto quello che conoscevi e desideravi fosse perduto.» La voce di Web tremò. «E poi ti sei asciugato gli occhi e sei tornato a casa.»

Poi c’è Web. Il bravo ragazzo. Quello solare e simpatico ‒ e anche qui l’ereditarietà e l’ambiente in cui si è cresciuti giocano un ruolo preponderante, perché la sua famiglia è come lui: allegra, accogliente e affettuosa. Va detto che la descrizione di questi tratti della personalità di Web è dovuta più alle riflessioni e ai ricordi di Mitch che non a ciò che il ranger dice e fa nel libro. Anzi, all’inizio sta anche lui piuttosto sulle sue e solo quando si trovano a cena con gli Eisley sembra sciogliersi.
Tra i due, devo ammettere di aver preferito Mitch, vuoi perché essendo suo il punto di vista con cui è narrata la storia arriviamo a conoscerlo meglio, vuoi perché mi è molto piaciuta la dedizione assoluta con cui si è dedicato e si dedica al suo sogno. È disposto a fare delle concessioni per amore, ma non a rinunciarci, come è giusto che sia.
Due parole, infine, per la renna. Quella specie di elemento sovrannaturale che percorre tutto il libro e trova la chiusura del cerchio nell’ultima scena, quando Web dà a Mitch il regalo che gli aveva comprato tanti anni prima. Quando si dice seguire l’inconscio!
E due altre parole per il titolo: bellissimo con il suo triplo significato. La stella solitaria che prende le distanze dal mondo, anche da quello che dovrebbe essergli più congeniale (sempre per la dedizione assoluta e la passione feroce di cui parlavo prima), ma anche lo stato del Texas a cui Mitch deve le sue origini e che è rappresentato da Web e dalla sua professione. E il terzo? Il terzo è espresso da Web nel finale del libro e non ve lo dico. Dovrete scoprirlo!
In definitiva, lettura straconsigliata.

Vittoria

Trama  ** Contiene spoiler**

Mancano pochi giorni a Natale e Mitchell Evans, stella della danza, scopre che il suo amante lo tradisce. Così, con la sensazione che all’improvviso il mondo gli sia crollato addosso, decide di lasciare per qualche tempo New York e tornare in Texas, nella casa che ha lasciato dodici anni prima per seguire un sogno. Ma appena giunto a destinazione s’imbatte nell’unica persona che aveva sperato di non rivedere: Web Eisley, il suo primo amore. La loro storia era finita a causa di un violento litigio e ancora adesso, dopo tanto tempo, le dure parole che si sono rivolti si ergono tra loro come un muro difficile da abbattere. L’attrazione, però, è più forte che mai e sfocia ben presto in una rovente notte di sesso. Mitch sa che si è riaccesa una scintilla tra loro, ma non è sicuro di poter sognare che quella magia duri per sempre…

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