Rival Within, di Sjd Peterson

rival within

Autore: SJD Peterson
Lunghezza stampa: 200
Editore: Dreamspinner Press
Lingua: Inglese
Acquistabile qui

Trama:

L’agente Thomas Webber ha fatto un giuramento a sua moglie quando l’ha sposata, ha giurato al suo Dio di resistere alle tentazioni e ha giurato alla sua città di difendere la legge. Ma quando Tom è costretto a dare riparo a uno straniero dai capelli scuri durante un tornado che sta spazzando la campagna, i desideri a lungo soppressi sono riportati in superficie, e lui non ha la forza di resistere.
Ben Parker ha nascosto la sua vera natura per tutta la vita. Le leggi nel 1952 erano molto chiare, ed esponendosi sarebbe potuto finire emarginato, gettato a marcire in prigione o, peggio, condannato a morte. Non riuscendo a trovare lavoro, si è dato al crimine. Sette anni dopo è ancora arrabbiato e stanco di dover nascondere al mondo chi è veramente. Dopo l’incontro con Thomas, per la prima volta Ben riesce a immaginarsi un futuro tranquillo. L’unico problema è che ha già costretto Thomas a infrangere la legge per fornirgli un alibi. E poi c’è il piccolo ostacolo rappresentato dalla moglie di Tom, dalla sua vita e dal giuramento che l’uomo ha fatto alla città di Ramer.
Ben sa cosa vuole, ma Tom dovrebbe voltare le spalle alla società e ai giuramenti che ha fatto per ottenere la felicità che entrambi meritano.

Recensione:

Non sono solita leggere storici, non è un genere che amo particolarmente né che mi attira, eppure questo ha catturato la mia attenzione. E mi è piaciuto! L’ho trovato davvero interessante, ha saputo tenermi incollata fino alla fine, rifiutandosi di lasciarsi mettere da parte in attesa.
I personaggi sono pochi, ma ben caratterizzati. La storia non ha bisogno di molti comprimari, bastano Tom, Ben e poche altre figure di contorno.

Mi è capitato abbastanza spesso di leggere libri ambientati nel mondo contemporaneo che trattano le difficoltà del coming out e, prima ancora, dell’accettazione della propria sessualità; ho però l’impressione che alcune delle situazioni più estreme descritte in quei libri siano poco realistiche nella società moderna, tanto che spesso mi sono sembrate quasi delle forzature. Esiste ancora l’intolleranza, certo, ma ormai si tratta, per fortuna, di una parte minoritaria della popolazione, almeno nel mondo occidentale e in America, dove spesso sono ambientate queste storie. Sebbene esistano tutt’oggi popolazioni e zone in cui dichiarare la propria omosessualità comporta rischi reali per la propria vita, la maggior parte delle persone omosessuali può vivere una vita out and proud senza doversi costantemente guardare le spalle.

Ben diversa era la situazione negli anni ’50. Rival Within mi ha mostrato un mondo molto lontano da quello a cui siamo abituati oggi, anche se in fondo tanto simile. Il terrore di Tom di mostrarsi per ciò che è si rivela pienamente fondato. È brutale il modo in cui, da un giorno all’altro, gli amici di una vita e l’intera città gli voltano le spalle, il modo in cui sono disposti a credere il peggio di lui fidandosi invece di un perfetto estraneo. Neppure il gesto del suo più caro amico per salvargli la vita nasce realmente da un sentimento di affetto nei suoi confronti, quanto piuttosto da un senso del dovere a cui non riesce a sottrarsi.

Doloroso, terribilmente doloroso. Così come è doloroso vederlo combattere contro sé stesso, reprimendo con tutte le sue forze una parte di sé che, con l’arrivo di Ben, grida disperatamente di essere lasciata libera. L’idea terribile di essere sbagliato, di essere contro natura, di essere perverso e malvagio. Il Rival Within, il rivale dentro di lui, quella parte di sé che, piano piano, Tom arriva ad accettare, nel modo più straordinario e impensabile. La moglie è un bellissimo personaggio. Sarà proprio lei, quieta, obbediente e pia, a dirgli che in lui non c’è niente di sbagliato, che i suoi desideri non cambiano il fatto che sia un brav’uomo, accettandolo come nessun’altro, eccetto Ben, aveva mai fatto prima, combattendo per lui nonostante tutto.

La terribile battaglia interiore, l’accettazione di sé e poi il coming out pubblico sono i passi che Tom è costretto a fare per poter raggiungere la felicità. Una felicità che lo lascia comunque incompleto, in un certo senso, e per cui ha dovuto fare enormi rinunce alle quali non sa se potrà mai rimediare. Un finale dolceamaro, ma colmo comunque di speranza.

Un bel libro, sebbene forse fin troppo ottimistico, che mi sento di consigliare a tutti gli animi romantici.

Cate

P.S. Vorrei aggiungere una piccola riflessione.

Solo due giorni fa ho pubblicato la recensione di Effetti di chiaroscuro in cui ho scritto, e cito, che “per quanto io generalmente ami molto i polizieschi, non sono particolarmente fan di quei libri, tipo questo, nei quali i protagonisti si trovano ai due estremi opposti della legge.

Rileggendo la recensione di oggi ho notato che i due libri hanno tematiche in un certo qual modo simili, anche se la mia reazione verso i due romanzi è abbastanza diversa. Vorrei perciò spiegarvi quelle che ritengo essere le sottili differenze che mi hanno fatta appassionare a uno mentre mi hanno fatta sentire più distaccata dall’altro.

Premessa: ho letto questo libro prima di Effetti di chiaroscuro, ed è stato proprio Rival Within, oltre ai consigli ricevuti, a spingermi a leggere l’altro. Questo mi era piaciuto e perciò ho pensato che l’altro, avendo tematiche simili, potesse entusiasmarmi allo stesso modo. Ma per quanto i due libri possano sembrare simili, per la presenza di una coppia formata da un tutore della legge e un criminale, in realtà sono molto diversi.

Per prima cosa, la differente ambientazione (uno ambientato negli anni ’50 e l’altro ai giorni nostri) influenza per intero la vita e le scelte dei protagonisti, così come l’ambiente che li circonda. Inoltre, è proprio sul’ambientazione e sui problemi che nascono da essa che si concentra la storia di Rival Within, lasciando più in secondo piano il contrasto legalità/illegalità.

Il secondo punto che, per i miei gusti, ha fatto la differenza è il diverso contesto in cui il personaggio “criminale” si trova coinvolto e considera la sua “illegalità”. In Effetti di chiaroscuro, il ragazzo si trova inizialmente coinvolto suo malgrado, ma poi accetta e apprezza il mondo della criminalità organizzata di cui diventa parte integrante, tanto che lasciarla gli risulta poi difficile. In Rival Within, invece, Ben è costretto a fare piccoli imbrogli e truffe per poter sopravvivere, ma oltre a non amare questo stile di vita, da cui già sta cercando di fuggire, non è in realtà colpevole dell’accusa che gli è stata rivolta. In sostanza, non si identifica come “criminale” vero e proprio, ma lo si vede piuttosto come un uomo in cerca di redenzione.

Capisco che può sembrare una leggera differenza, ma per le dinamiche della storia, per come sono i miei gusti, questo ha fatto la differenza.

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