Endora – Donne d’ombra e di spada, di Fernanda Romani

Autore: Fernanda Romani
Serie: Endora. libro 2
Lunghezza stampa: 202
Editore: Selfpublishing
Lingua: Italiano
Acquistabile qui

Trama:

Endora- secondo episodio – Il reggimento guidato da Naydeia è arrivato nei territori di confine, dove le incursioni dei Qanaki si fanno sempre più sanguinose. E qui, tra agguati, battaglie e assedi, lei deve arrendersi all’idea che anche la sua vita privata non è scevra da pericoli e da scontri. Soprattutto l’unione con l’uomo che ha sempre amato, ma che non ricambia il suo amore.
Anche Killiar sta cominciando a pensare che quel matrimonio non sia stato una buona scelta. Continua a rimpiangere Izrhad, la sua prima moglie, una donna con un carattere totalmente diverso, e la sua inquietudine lo porta ad agire in maniera impulsiva e a correre rischi che potrebbero costargli molto, forse troppo.
E Daigo, infine, è inquieto. Il suo amore verso Naydeia è senza speranza, il suo astio contro Killiar cresce di giorno in giorno. Eppure l’Aldair è un uomo astuto e intelligente: sa che le sue intenzioni potrebbero fargli rischiare la forca, ma non rinuncerà a costruire le proprie trame.
Nel frattempo, a Omira, la capitale, il potente Yadosh sta per cadere in una trappola. Il suo progetto segreto per ridare dignità agli uomini di Endora ha scatenato una ferocia inestinguibile, perché chi ancora porta avanti il complotto storico che ha dato il potere alle donne, non può permettere che le cose cambino. Persino un uomo furbo e senza scrupoli come lui può trovarsi avviluppato in una rete d’inganni, tessuta da una nemica di grande intelligenza.
All’orizzonte si profilano nubi nere per tutti…
A Endora il matrimonio può essere una condizione molto pericolosa. Per un uomo.

Recensione:

Con questo romanzo si entra finalmente nel vivo della storia, e il risultato supera tutte le aspettative. In Donne d’ombra e di spada si viene catapultati in un vortice fatto di battaglie, intrighi, mistero, magia e ovviamente passione.
Il romanzo inizia con una narrazione “on the road”. Naydeia guida la sua compagnia di guerriere verso un forte che sanno essere senza scorte di cibo. Il viaggio, e poi la permanenza al forte, metteranno in evidenza i caratteri non solo della comandante, ma e soprattutto degli altri personaggi che l’accompagnano.
Naydeia è una comandante, coraggiosa, intelligente e capace, circondata da un’aura di rispetto. Rispetto che rischia però di venir meno, a causa del suo unico punto debole, il sentimento senza ragione e senza speranza – almeno fino a questo momento – che prova per Killiar, che la rende insicura e che le fa commettere azioni che potrebbero metterla in cattiva luce agli occhi delle sue guerriere… e i guai non tarderanno ad arrivare. Si comincia a comprendere e a scoprire qualcosa in più su questa donna indomita, che mostrerà una fragilità tutta femminile riguardo al suo amore per l’ex libero amante, ora suo sposo, una sensibilità e generosità riguardo le donne e gli uomini del forte e del loro straziante segreto a contraltare di una spietatezza rivolta contro coloro che cercheranno di tradirla o di derubarla di ciò che le appartiene.
Killiar, anche il suo personaggio viene sviluppato più accuratamente. Il suo rapporto con Naydeia è altalenante, il ricordo della prima moglie non lo abbandona ancora, ma sa che la sua nuova sposa non ha esitato a concedergli la possibilità di lavorare come un uomo qualsiasi, anche se questo potrebbe ricoprirla di ridicolo agli occhi delle altre donne. Eppure le incomprensioni tra loro rischiano di farsi insormontabili, anche se non mancano momenti d’intenso sentimento fra loro.

Capelli rossi!
Nessun’altra li ha di quel colore!
Capelli rossi, scompigliati dal vento e un cavallo nero lanciato al galoppo.
Non era la sua solita giumenta grigia, ma chi cavalcava era lei.
Naydeia.
Tutta la paura che gli aveva mozzato il respiro fino a quel momento si sciolse in un fremito di gioia.
La madessa correva verso il fiume alla testa di un drappello di Gigli Neri, costeggiando il convoglio che se ne allontanava.
Non girò nemmeno la testa quando superò il carro, dalla parte opposta a dove cavalcava lui, ma mentre avanzavano l’uno verso l’altra i loro sguardi si erano incontrati.
E trovati.

Daigo è il personaggio più controverso e, per certi versi, il più interessante. Ormai sa che il suo amore per Naydeia è senza speranza e per questo odia Killiar, ma la sua lealtà verso la donna gli impedisce di mettere in atto piani omicidi quando questa gli chiederà proprio di proteggere il suo sposo. Sarà molto interessante, invece, scoprire quale tipo di vendetta avrà in mente l’imprevedibile Aldair nei confronti del rivale.

Naydeia…
Amava Killiar, ma nemmeno lei aveva capito cosa dargli.
Credeva di rispettarlo evitando di chiedere che adempisse ai suoi doveri di marito, ma Daigo, da uomo, sapeva che spesso chi perdeva il proprio ardore non era privo di desiderio.
Killiar era incatenato in un matrimonio che non soddisfaceva le sue esigenze virili e non poteva nemmeno farsi sfiorare dall’idea di rivolgere lo sguardo a un’altra donna.
Ma avrebbe potuto prendere in considerazione qualcosa di diverso…

La vera sorpresa è il personaggio di Yadosh. Attraverso il suo punto di vista ci saranno svelate molte cose: il perché trami nell’ombra, la sua ricerca del vero motivo per il quale gli uomini siano da secoli sottomessi e di come non tutte le donne siano d’accordo con la triste condizione degli uomini, soprattutto di quelli ripudiati. E si entrerà nel vivo dell’intrigo, delle trame nell’ombra, dei doppi giochi.
Un’altra abilità dell’autrice è di riuscire a far sentire nettamente i sentimenti e le sensazioni dei protagonisti. La tensione che riesce a riprodurre con le parole è palpabile, tanto da sentire sulla pelle l’ansia e il terrore in almeno due occasioni, di chi sta per essere accusato ingiustamente, di chi sa di essere in procinto di subire una condanna senza appello.

Senza che se ne rendesse conto, Yadosh se la ritrovò così vicina da sentirne il respiro. La mano di lei gli si posò sulla guancia, accarezzandolo.
Lo stupore fu tale da farlo restare senza parole.
Gli ci volle qualche istante per scattare all’indietro, staccandosi da quel tocco.
“Cosa state facendo?”
Lei colmò la distanza che li separava con un sorriso seducente.
“Sei davvero certo di non volerlo?”
La mano di Yla gli scivolò dietro la nuca, attirandolo verso labbra pronte a schiudersi nel calore di quell’incontro, mentre dita sicure si posavano sulla sua virilità, stuzzicandone i fremiti. Una bocca giovane e golosa, carezze avide di energia maschile.
Yadosh non fece in tempo a decidere cosa volesse davvero.
Il rumore di una porta che si apriva lo riscosse dal turbamento che si era impadronito di lui.
Ciò che vide gli gelò il sangue.

E poi c’è il mondo di Endora. Le sue guerriere, il loro rapporto con alcuni animali addestrati al combattimento, come i dighli,  piccoli uccelli usati per accecare il nemico, o i vodron, temibili lupi selvaggi da combattimento. I paesaggi e le scene di battaglia, immaginate e descritte con meticolosità, quasi dipinte con le parole; i neologismi, per spiegare le gerarchie e le cerimonie, ma anche oggetti e indumenti particolari e molto altro ancora.
Non mi ha per niente delusa questo secondo e più lungo capitolo di quella che davvero si sta manifestando come una delle storie fantasy più originali che abbia mai letto. Non resta che aspettare pazientemente il seguito e sperare il meglio per tutti i protagonisti di questa fantastica saga.

Annesa

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