Il giocoliere di parole, di Alberto Diamanti

il giocoliere di parole

Autore: Alberto Diamanti
Lunghezza stampa: 144
Editore: Aracne
Lingua: Italiano
Acquistabile qui

Trama:

Il giocoliere di parole è una raccolta di racconti in rima, tra la poesia e la fiaba, scritti nel linguaggio dei e per i bambini. Età di lettura: da 6 anni.

Recensione di Vittoria:

Come tutte le mamme (e i papà) appassionati di lettura, vorrei che anche mio figlio diventasse un lettore forte e prego con tutta me stessa che si appassioni ai libri; motivo per cui quando, dopo aver accettato di fare insieme questa recensione, una sera è venuto da me con i lacrimoni e mi ha detto “Mamma, questa storia devi assolutamente leggerla perché è bellissima”, mi si è aperto il cuore. Grazie signor Diamanti per avermi regalato questo ricordo: le prime lacrime di mio figlio per un libro.
Naturalmente ho letto anche io i racconti e, purtroppo, con gli occhi più disincantati dell’adulto. Probabilmente ho perso la capacità di stupirmi e deliziarmi davanti alle varianti del perché esiste la raccolta differenziata e alcune opinioni riguardo alla famiglia le ho trovate francamente contrarie alle mie, però sono anche convinta che sia giusto mostrare ai bimbi una realtà edulcorata e guidarli verso i buoni sentimenti con storie positive: avranno tempo per imparare la crudezza della vita. Ed è proprio quello che fa Alberto Diamanti: prende i bimbi e i genitori per mano e li accompagna in un viaggio fatto di rime verso l’amore, il rispetto e l’impegno.
Si tratta di un libro da leggere insieme ai propri figli, sia perché è interessante sapere cosa i bimbi hanno capito della morale di ogni storia, sia perché magari, aiutandoli a comprendere il senso di altre (ad esempio, Il pc e la macchina da scrivere), ne possono nascere discussioni interessanti.
Ogni storia è una poesia che affronta un tema importante con parole dolci e adatte ai bambini, ma non per questo troppo semplici.

Vittoria

Recensione del lettore in erba:

Il libro è molto bello perché ci sono tanti racconti interessanti. In una storia lo scrittore perde le rime e si lamenta usando le parentesi ed è da sbellicarsi dal ridere. Il racconto che ho preferito è stato quello del pupazzo di neve, perché il bambino era molto dolce e ha rinunciato a tutti i regali di Natale per aiutare un amico.
Mi è piaciuta anche la storia del circo, perché mi ha insegnato che gli animali in gabbia possono soffrire e solo quando sono nel loro ambiente naturale sono felici.

Lettore in erba

Recensione di Annesa:

Sono un’insegnante elementare e amo molto far imparare a memoria filastrocche e canzoncine ai miei alunni e devo dire che raramente nei testi odierni trovo qualcosa che sia appassionante sia per me che lo devo insegnare, sia per i miei alunni che lo devono imparare. Quindi ero molto più che incuriosita nel cominciare la lettura di questa raccolta di filastrocche.
Intanto chiamarle filastrocche è forse riduttivo, perché alcune di esse, tra le quali la prima che dà il titolo all’opera, sono veri e propri racconti in versi, con i quali l’autore cerca di spiegare in modo molto esauriente, ma al tempo stesso più semplice e divertente possibile, alcuni aspetti della realtà. Devo dire che per la maggior parte ho trovato le soluzioni molto originali, davvero piacevoli alla lettura e divertenti. Mi sono piaciute le storie dell’ape generosa, molto bella la storia del quadro e dello scarabocchio, a rilevare come la bellezza sia soggettiva quando implica gli affetti, e altre che mi hanno davvero piacevolmente colpito tanto da farmi esprimere la volontà di poterle utilizzare a scopi didattici – come la filastrocca sulla raccolta differenziata o la storia del punto e virgola.
Si percepisce l’intenzione di parlare di cose serie, a volte in modo leggero e divertente, a volte serio senza dover essere pesante, ma non sempre, ho notato, questo risultato viene raggiunto, a causa dell’uso di parole un po’ datate e del ritmo che non sempre scivola scorrevole e soprattutto a un’idea piuttosto di parte che, come operatrice nel settore, non posso fare a meno di sottolineare. Non si può non tener conto delle diversità che caratterizzano le classi odierne, della differenza di pensiero delle loro famiglie e soprattutto della veste laica che deve avere la scuola, se è nell’intento dell’autore di rivolgere a essa questa raccolta. Ho sentito, ma è parere prettamente personale, la mancanza di più immagini.
Il risultato, però, alla fine è davvero pulito, spontaneo e delicato, come i bimbi ai quali vuole parlare.

Annesa

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