Black John, di Amy Lane

AeP - Black John

Autore: Amy Lane
Serie: Johnnies, libro 4
Lunghezza stampa: 280
Editore: Dreamspinner Press
Lingua: Inglese
Acquistabile qui

Trama:

Appena uscito dalla disintossicazione, depresso e privo ormai della voglia di vivere, John Carey riceve la notizia che Tory, il ragazzo che l’ha amato e spezzato, ha deciso di lasciare questo mondo nel più terribile dei modi, lasciando a lui il compito di ripulire i suoi casini. Costretto a tornare nel suo paese natale in Florida, John sente sempre più forte il desiderio di tornare a farsi con ogni ricordo che gli riaffiora alla mente, quando incontra il vicino di casa di Tory. Fuori dal mondo e ipercritico, Galen Handerson sta marcendo nel suo schifo di appartamento fin da quando un incidente in moto gli ha tolto la sua mobilità, il suo aspetto e il suo fidanzato, tutto per un unico errore. Galen si nasconde sul fondo di una boccetta di pasticche di ossicodone, ma quando arriva John si sente obbligato ad aiutarlo ad attraversare il disastro che era stata la vita di Tory.
L’ultima cosa di cui ha bisogno John è una relazione con un altro tossicodipendente e l’ultima cosa che vuole Galen è una coscienza, e rimangono entrambi scioccati nello scoprire che le loro anime ferite possono curarsi e imparare l’una dall’altra. Quella specie di corso accelerato di crescita personale – che seppure doloroso è migliore dell’alternativa data dalla droga – li costringe ad affrontare e superare i loro sbagli peggiori e gli insegna che l’amore è qualcosa per cui vale la pena combattere, ma solo se anche l’altra persona è disposta a farlo.

Recensione:

Un altro libro eccezionale – e doloroso – per questa serie ambientata nel mondo del porno. Un altro incredibile centro per la Lane.
La storia dei due protagonisti è tutto fuorché semplice. Da una parte c’è Galen, che a seguito di un terribile incidente in moto ha perso tutto: l’amore, il lavoro, l’autonomia e la speranza, guadagnando solo una terribile dipendenza da oppiacei. Dall’altra c’è John, la cui vita è stata interamente segnata dall’amore per un ragazzo che era troppo impegnato ad autodistruggersi per poterlo corrispondere, e che l’ha trascinato nella sua oscurità, intrappolandolo e legandolo per sempre a lui.
La loro è una relazione complessa. Entrambi hanno toccato il fondo, entrambi portano addosso cicatrici più o meno visibili, entrambi sembrano aver perso ogni speranza. Le loro esperienze passate bruciano ancora nel presente, ma una flebile speranza, o forse un’insana pazzia autodistruttiva, li spinge a sperare ancora, a credere ancora, nonostante tutto.

John cercò di usare un tono acido, ma l’acqua era così setosa, così bella, che lavò via il passato, il dolore e i dubbi. Venne fuori un tono giocoso e Galen piegò indietro la testa e rise. Per un momento, le rughe causate dal dolore attorno ai suoi occhi si distesero e venne lavata via anche l’amarezza, ed era di nuovo un giovane uomo, ancora con tante promesse dentro di lui.
Fu quello l’uomo che John vide nel suo cuore per il resto della serata. Quello era l’uomo con cui rise, con cui giocò a frisbee nella piscina, prima che uscissero entrambi per asciugarsi.
Era pericoloso vedere solo la bellezza nella rovina, John lo sapeva. Era troppo vecchio per non saperlo. Non aveva scuse.

Ma non è un amore che si lascia illudere, trascinato soltanto dall’euforia del momento. Nonostante le droghe, nonostante la passione, vedono entrambi in modo molto lucido ciò che sta nascendo tra loro, e una delle cose che più ho apprezzato di questo libro è proprio la maturità con cui accettano e poi sviluppano la loro relazione.
È difficile, è doloroso, è una strada tutta in salita, ma il premio vale lo sforzo. L’unico modo perché possano crearsi una vita insieme è crescere come individui, affrontare i loro demoni e accettare il passato.

Il sorriso di Galen si distorse e lui sollevò la mano sul suo viso rovinato, sulle cicatrici che John ormai considerava parte di lui. “Le vedi queste?” gli chiese.
“Sono proprio lì, Galen. Come potrei non vederle?”
“Tu non vedi le cicatrici,” rise l’altro, quasi prendendolo in giro. “Credi di vederle, vedi la pelle contorta, ma non le vedi davvero. Non ti capita mai di guardarle e di distogliere gli occhi come se avessi fatto qualcosa di sbagliato. Non tocchi mai il mio viso per poi spostare la mano. Le consideri come se fossero semplicemente un’altra parte di me. Come se ti importasse di me come intero, il buono e il cattivo. È così che amavi Tory?”
John chiuse gli occhi e cercò di allontanarsi. Quella conversazione era davvero troppo per lui, come una strada infinita verso l’orizzonte. L’avvocato col vizietto delle pillole sapeva dove voleva andare a parare, ma John di certo no.
“Sì,” sussurrò, gli occhi ancori chiusi. “Sì, non è così che si ama qualcuno? C’è qualche altro modo di farlo?”
“No,” sussurrò Galen in risposta, avvicinandosi.
John smise di combatterlo, smise di arretrare.
“Non c’è altro modo di farlo. Aprirai quella scatola e guarderai in quel computer, e sopravvivrai a qualsiasi cosa ci troverai dentro, e questo non potrà cambiare chi sei o chi era Tory. Non cambierà il fatto che sei dovuto partire, perché se non l’avessi fatto non saresti sopravvissuto, non ti saresti mai potuto trovare in questa cucina e io non ti avrei mai potuto abbracciare.”
“Oh,” disse John, con una stanca meraviglia. Galen gli passò le braccia attorno ai fianchi e John continuò a tenere gli occhi chiusi, anche quando rispose all’abbraccio, cingendogli le spalle per sorreggersi. “È per questo che sono sopravissuto.”

Con questo non voglio però dire che il libro manchi di erotismo. Tutt’altro! Ma non è un erotismo crudo o volgare. John ama il porno, lo ha sempre amato, tanto che ne ha fatto un lavoro, e mi piace la sua visione: Il sesso non è che un’altra parte della nostra vita, un atto bellissimo che rivela l’essenza più intima di una persona, il dono più grande che qualcuno possa offrire. Il porno che John desidera creare è l’esaltazione di quella bellezza, di quella spontaneità, dell’innocenza nascosta dietro alla semplice ricerca del piacere, dato e ricevuto. Si sorprende quando si rende finalmente conto che l’erotismo che ha sempre cercato, quello che ha da sempre desiderato, non risiede tanto nei primi piani dell’atto in sé, quanto piuttosto nell’intimità di un semplice bacio, di un abbraccio, di una carezza.
Allo stesso modo, in questo libro le parti che ho trovato più erotiche, più coinvolgenti, sono quelle con i gesti più semplici.

“Sono un tossico, John. Non fidarti di una sola parola che dico.”
“Hai una dipendenza,” disse John con tono mite, cercando di impedire alla sua voce di arrochirsi. “Io sono stato un tossico, tu non lo sei affatto.”
“Sì?” Sollevandole, Galen gli prese il viso tra le mani. “Questa barba sottile,” disse, sorridendo. “È sempre una sorpresa.”
“Galen…”
Oh, quegli occhi verdi erano ipnotici. Dilatati o meno, erano innocenti. Come se Galen un tempo fosse stato un alligatore, ma avesse cambiato pelle e si fosse trasformato in un mammifero. John sollevò la mano per sfiorargli la guancia sfregiata, muovendosi con più determinazione quando l’altro fece per tirarsi indietro. Poteva sentire le cicatrici, la pelle contorta ormai guarita, le zone in cui era stata fatta combaciare nuovamente, probabilmente con l’uso di punti chirurgici. Lentamente, perché sapeva che il tessuto cicatriziale può essere delicato, carezzò i segni con il pollice e Galen si sciolse contro quel tocco, trattenendo la mano di John sul suo viso.
“Nessuno tocca mai le cicatrici,” sussurrò con voce roca. “Nessuno.”
John pensò al corpo di lui, magro e contorto, che però conteneva un sorprendente umorismo, quell’ironia tipica del sud, e John voleva possederlo, voleva possedere tutto di lui.
“Io ti toccherei ovunque,” sospirò, e chiuse la distanza tra loro, gettandosi sulla bocca di Galen senza finezze perché lo voleva, con un desiderio semplice e animale.

Black John è un libro che mi ha emozionata moltissimo. Non è privo di difetti – ho trovato alcuni aspetti dei due protagonisti un po’ troppo eccessivi e sopra le righe, per dire – ma questi non diminuiscono di un grammo il valore della storia, che mi ha colpita dritta al cuore.
Una storia sul limite tra amore e odio, tra estasi e disperazione, tra speranza e rassegnazione. Un viaggio attraverso le debolezze umane, alla ricerca della forza necessaria ad affrontare l’amarezza della vita per poterne apprezzare finalmente la dolcezza.

“Sta’ zitto,” disse John con voce roca, catturando il polso di Galen mentre l’altro provava a carezzargli il braccio. “Sta’ zitto e basta. Tu… tu ci provi con me e mi costringi a sentire qualcosa, e credi che sia giusto farmi una cosa del genere? Credi che sia giusto… fare una cosa rischiosa come quella? Il pericolo non è divertente, stronzo! Il pericolo ha distrutto la tua moto! Il pericolo è stato l’ultima dose di Tory! Il pericolo ti fa finire sbattuto fuori casa dai tuoi genitori a diciott’anni!”
Galen non arretrò, si fece più vicino. “Il pericolo è una relazione con un altro tossico,” disse piano, mentre il vento sferzava tra le palme e le querce. “Il pericolo è desiderare me quando io non sono meglio di Tory…”
“Mi vorresti davvero?” chiese John, sentendosi pietoso ma bisognoso di risposte. “O desidereresti ogni altro ragazzo che vedi più di quanto desidereresti me? Ti scoperesti qualsiasi cosa si muove e ti aspetteresti che io ti filmassi, anche se questo mi ferisse e mi rendesse triste?”
Galen s’irrigidì. “No,” disse, con la bocca aperta per la sorpresa. “È questo che vuoi? Una vita come il porno, ma reale?”
John scosse la testa, sul punto di piangere. “No. Io desidero solo una persona. Al momento, quella persona sei tu.”
“È pericoloso,” l’ammonì Galen, avvicinandosi.
“Lo so.” John sentiva il cuore battergli freneticamente nel petto, quasi sul punto di scoppiargli. “Sei pericoloso. E la cosa più pericolosa di te è che mi desideri.”

Cate

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One thought on “Black John, di Amy Lane

  1. oddio… scossa dai brividi! bellissima recensione.
    non leggo in lingua, quindi spero tanto – ma proprio tanto tanto tantissimo – che arrivino presto anche qui le traduzioni di questa serie.
    ho amato il primo e credo che amerò anche i successivi

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