Will Grayson, Will Grayson, di John Green e David Levithan

will grayson will grayson

Autore: John Green e David Levithan
Lunghezza stampa: 322
Editore: Penguin
Lingua: inglese
Acquistabile qui

Trama:

Una sera, nel più improbabile angolo di Chicago, due ragazzi di nome Will Grayson si incontrano. Dal momento in cui i loro mondi collidono, le vite dei due Will, già piuttosto complicate, prendono direzioni inaspettate, portandoli a scoprire cose completamente nuove sull’amicizia

Recensione:

Premetto che ho acquistato questo libro in inglese e non nella sua versione italiana, sia perché costava meno sia perché ogni tanto mi piace fare la snobbina che legge in lingua. Non dico di essermene pentita, ma più di una volta durante la lettura mi è capitato di pensare a come il traduttore se la fosse cavata con quella o quell’altra frase. Se non fosse per il solito problema economico, sarei quasi propensa a prenderlo e rileggerlo nella mia lingua, se non altro per curiosità. Voglia perdonarmi F. Paracchini.
Altra ammissione è che nel leggere la trama ho frainteso la possibile storia. […] prendono direzioni inaspettate, portandoli a scoprire cose completamente nuove sull’amicizia, l’amore e su loro stessi. Leggendo queste ultime parole mi ero fatta tutto un film mentale in cui questi due ragazzi di nome Will Grayson si incontrano e si innamorano l’uno dell’altro. Nulla di più lontano dalla realtà. Eppure, nonostante le mie aspettative siano state così tragicamente disattese, il libro mi è piaciuto immensamente.
Si tratta di un romanzo scritto a quattro mani, ed è piuttosto facile immaginare che ognuno dei due autori si sia preso carico di un Will Grayson. La narrazione è in prima persona, a capitoli alternati, e gli stili non potrebbero essere più diversi, sia come scrittura che, addirittura, come grafica. Anche se, a posteriori, è una scelta assolutamente plausibile se non indispensabile.
Il libro si apre con Will Grayson 1 (WG1):

Quando ero piccolo mio papà mi diceva sempre: «Will, puoi sceglierti le ragazze, puoi sceglierti gli amici, ma non puoi sceglierti le ragazze degli amici». A otto anni mi sembrava un’osservazione ragionevolmente astuta, ma si dà il caso che invece fosse sbagliata per una serie di motivi. Tanto per cominciare non è vero che ti puoi scegliere gli amici, sennò non sarei mai finito con Tiny Cooper.

Nel secondo capitolo arriva Will Grayson 2 (WG2) e l’impatto, anche visivo, della diversità da WG1 non potrebbe essere maggiore:

sono costantemente indeciso tra ammazzarmi e ammazzare tutti quelli che mi stanno attorno.
sembrano le uniche due scelte ragionevoli, per il resto si stratta solo di ammazzare il tempo.
al momento sto attraversando la cucina per arrivare alla porta sul retro.

mamma: fai colazione

io non faccio colazione. io non faccio mai colazione. io non faccio colazione da quando sono stato in grado di uscire dalla porta sul retro senza fare prima colazione.

Come avevo detto due stili molto diversi tra loro: classico il primo, senza maiuscole e con formattazione quasi teatrale il secondo. WG1 è un adolescente come ce ne sono tanti. Bravo ragazzo, intelligente, non si droga, non beve, non fa scemenze (il figlio che tutte le mamme sognano e si augurano di avere) e anche piuttosto belloccio, stando a qualche commento buttato qua e là nel libro, quasi per caso, come a voler dimostrare che l’aspetto fisico non ha poi tutta questa importanza. Sin dall’inizio WG1 ci illustra la sua filosofia di vita: 1. Fregatene 2. Stai zitto. Motivo per cui ha pochissimi amici, tra i quali spicca ‒ in tutti i sensi ‒ Tiny Cooper.
WG2 è, invece, l’adolescente cupo, solitario più per mancanza di amici che per scelta. Soffre anche di depressione, purtroppo, ed è sotto psicofarmaci. Ma non è un cattivo ragazzo e i suoi problemi sono legati alla malattia, più che a comportamenti autodistruttivi. WG2 è gay e per tutta una serie di motivi che non sto a raccontare, sennò che gusto c’è a leggere il libro quando si sa già per filo e per segno cosa succede, i due si incontrano una sera in un pornoshop. Non diventano amici, non nel senso stretto della parola, anche se ovviamente c’è un legame particolare con una persona che porta il tuo stesso nome, volente o nolente. Se è vero che il nostro nome è parte di noi, conoscere qualcuno che lo condivide è forse come conoscere un’altra parte della nostra anima. E probabilmente era proprio questo l’intento dei due autori: raccontare come all’interno di una stessa persona (WG) possano coesistere anime diverse che sono legate da un filo sottile e invisibile. Ipotesi confermata anche dalla scena finale, quando i Will Grayson non sono più solo due, ma tre, quattro, cinque. Ognuno diverso dall’altro e ognuno con una sua caratteristica.
La quarta di copertina dice che l’incontro dei due Will li porterà a scoprire cose nuove su loro stessi, l’amicizia e l’amore. L’amicizia, in particolare, gioca un ruolo fondamentale all’interno del libro. Quella tra WG1 e Tiny e quella tra WG2 e Maura prima e Gideon poi.
A proposito dell’amore, invece, mi è molto piaciuto il modo in cui WG1 si avvicina a Jane e come lei piano piano abbatta tutte le sue barriere. Ho trovato la storia di questi due adolescenti molto più matura di tante altre che vedono protagonisti due adulti. Anzi, ho trovato tutti questi adolescenti più maturi di molti adulti.
Un plauso anche alle figure genitoriali. Presenti quando serve, ma mai asfissianti.
Qualcuno potrebbe ribattere che si tratta di un libro poco reale sotto diversi punti divista. I gay non sono vittima del bullismo e dell’ostracismo, i ragazzi non si ubriacano (tranne che in casi di estrema necessità, tipo quando Tiny viene lasciato dall’ennesimo ragazzo tramite uno stato facebook), vanno bene a scuola, non vivono drammi terribili, però è proprio per questo che l’ho apprezzato. È un libro brillante, divertente, che non ti fa passare ore di angoscia ma di piacere.

Vittoria

P.S. La traduzione italiana, da cui ho preso anche i due brani citati grazie all’anteprima di Amazon, si intitola Will ti presento Will ed è edita da Piemme Freeway.

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