Un soldato in più, di Marie Sexton

soldato in più

Autore: Marie Sexton
Lunghezza stampa: 72
Editore: Amarganta
Lingua: italiano
Traduzione a cura di: Amneris Di Cesare
Acquistabile qui

Trama:

Will incontra per la prima volta Bran nel 1963. Will è un meccanico di 28 anni e trascorre una sera a settimana in un bar insieme a uomini soli e nascosti come lui. Bran è un bambino senza padre e non sa nuotare. Will aiuta Bran al meglio, lo vede crescere, finché a diciotto anni, Bran trova lavoro in un ranch. Tornerà con uno scopo preciso: essere iniziato da Will a quell’amore proibito da cui si sente a sua volta avvinto. Bran non ha molto tempo perché è stato chiamato alle armi, dovrà combattere in Vietnam. Ma Bran sa che la battaglia più dura, tuttavia, sarà al suo ritorno, quando diventerà un soldato in più nelle fila degli uomini che vivono la loro vita apertamente. Senza nascondersi.

Recensione:

La trama dice quasi tutto, pertanto non sarà necessario dilungarsi oltre, anche perché Un soldato in più è un racconto breve. Breve ma intenso, verrebbe da dire, senza che suoni come un facile  luogo comune. Intenso, però, è proprio l’unico aggettivo che mi viene in mente per descrivere questa storia d’amore, che tocca il cuore per la sua incredibile veridicità, anche se frutto dell’immaginazione dell’autrice.
È la storia di un’amicizia che nasce nel modo più semplice e al contempo bizzarro. Un giovane solitario, Will, che aiuta un ragazzino, Bran, appena trasferitosi nel suo condominio. Bran, che investe di richieste e di chiacchiere il suo nuovo amico, ma che sorprende anche per la sua capacità di affrontare ed elaborare gli eventi della sua vita, anche tragici, nonostante sia poco più di un bambino.

Aprii lentamente le palpebre e guardai verso di lui. Era sempre seduto al suo posto e mi guardava.
«Grazie, ragazzino.»
«Non c’è di che, signore.»
«È Will.»
«Va bene, Will.»
«Com’è morto tuo padre?»
«In un incidente d’auto.»
«Cielo, mi spiace, ragazzino. È uno schifo.»
«Lo so» disse con un tono d’ineluttabilità, così poco adatto ai suoi undici anni, che mi turbò.
«Non hai intenzione di tuffarti?» Domandai. «O hai intenzione di restare seduto lì tutta sera?»
«Non so nuotare.»
«Stai dicendo sul serio?»
«Mamma dice che forse l’anno prossimo potrà permettersi di farmi dare delle lezioni di nuoto.»
Era già abbastanza schifoso vivere nel caldo di Houston. Ora che poteva avere accesso a una piscina non poteva usarla? Sarebbe stato duro per un adulto, per un bimbo della sua età doveva essere un’assoluta tortura.
«Vieni dentro, ragazzino» dissi prima di darmi tempo per pensare che razza di cattiva idea fosse «ti insegno io.»

No, niente di fosco o di equivoco. È un bravo ragazzo, Will, e nonostante senta su di sé l’assurdità di quel compito di cui si prende carico, insegnerà al piccolo Bran a nuotare e lo aiuterà nei compiti, come un fratello maggiore. Presto, con orgoglio, si renderà conto della vivace intelligenza di Bran, facendogli sognare per il suo giovane amico un futuro diverso dal suo.
Ma la vita, si sa, a volte decide diversamente. Bran, ormai adolescente, si allontana da casa per non dover pesare su quello che resta della sua famiglia. Quando tornerà, ormai diventato uomo, avrà un’altra richiesta da fare al suo amico Will, qualcosa di molto più delicato e difficile della matematica e delle lezioni di nuoto.

«Non devo essere io, Brian. C’è un bar, in città, ti ci posso portare. Puoi trovare qualcuno della tua età e…»
Le sue guance imporporarono, ma non distolse lo sguardo.
«Non voglio che sia un estraneo, Will» fece un passo in avanti, più vicino. Cercai di arretrare, ma arrivai al muro dietro le mie spalle. «Potrei farlo nel retro di un bar» disse «o nell’auto di qualche tizio. O andare a casa di qualcuno che non ho mai incontrato prima e sperare che tutto vada bene. Ma si tratta di azioni che potrei rimpiangere. Will, non così. Non succederebbe con te. Io lo so che tu saresti…» le sue parole svanirono e mentre continuava a parlare la voce si abbassò in un sussurro. «Io lo so che tu mi mostreresti come fare.»
Il significato di ciò che mi stava chiedendo mi colpì all’improvviso. Ero sorpreso dal senso di responsabilità di cui mi investiva

E da qui cominciano le pagine più belle, dolci, sensuali e intense. Pagine che raccontano di un’iniziazione. Per entrambi. Ognuno donerà all’altro cose belle e preziosissime, una sessualità pulita fatta di reciproco scoprirsi, per Bran nella sua prima volta, per Will nella sua prima volta con qualcuno che conti davvero, una consapevolezza che porta all’audacia, che fa desiderare di uscire allo scoperto, di lottare per quello che si è, senza paura e senza vergogna.
E un sogno, che si avvererà solo in parte.

«Ho lavorato con un ragazzo nero laggiù, al ranch. Parlava sempre di “guerra delle razze”. Bene, anche la nostra gente sta combattendo una guerra, Will. Ci sono uomini come noi che vivono le loro vite apertamente. Senza nascondersi affatto. Ognuno di loro è un soldato nella nostra guerra. Quando tornerò a casa, non mi nasconderò. Combatterò.»
«Combatterai chi?» Domandai esasperato, ma lui sembrava non prestarmi più attenzione.
«Tutti.»
«Per cosa?»
«La verità» disse, come se fosse la cosa più ovvia del mondo.
«Penso che tu sia matto.»
«Forse» rispose «ma non me ne importa. Quando tornerò a casa dal Vietnam, andrò a San Francisco. La nostra gente a Cali ha bisogno di avere un soldato in più.»

Tutto narrato attraverso le parole di Will, in prima persona, questo breve racconto suscita emozioni davvero intense, da colpo al cuore, da restarne alla fine svuotati, annientati. Un altro capolavoro della Sexton, che in poche pagine, con una storia completamente diversa, riesce a parlare al cuore e, stavolta, anche alle coscienze.

Annesa

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...