Mio, di Mary Calmes

AeP - Mio

Autore: Mary Calmes
Lunghezza stampa: 239
Editore: Dreamspinner Press
Lingua: Italiano
Traduzione a cura di: Livin Deverel
Acquistabile qui

Trama:

Trevan Bean ha un lavoro che da illegale sta diventando spaventoso, un ragazzo che potrebbe non essere sano di mente, un angelo custode che in realtà potrebbe essere l’incarnazione del male. A questo si aggiunge la ricomparsa della famiglia che aveva allontanato il suo ragazzo, minacce di morte, un rapimento e il tentativo di mettere soldi da parte per realizzare un sogno. Trevan ha davvero molte gatte da pelare, ma si sente all’altezza della sfida: ha promesso a Landry un lieto fine e Landry lo avrà, sempre che qualcuno non lo uccida!
E potrebbe accadere.
Landry Carter era una bambola rotta quando si erano conosciuti due anni prima, ma è diventato un compagno in grado di stare accanto a Trevan… almeno per la maggior parte del tempo. Ora che la vita di Trevan ha preso una piega spaventosa – e Landry viene rapito – Trevan deve continuare a sperare che l’amore di Landry rimanga saldo di fronte a questa nuova sfida, perché non ci sarà lieto fine se Trevan dovrà proseguire da solo.

Recensione:

Non ho nessun ritegno quando si tratta della Calmes, perciò vi avverto: non sarò obiettiva. I suoi libri o li amo o li odio, non c’è una via di mezzo. Leggerli è come salire sulle montagne russe, sempre un concentrato di emozioni.
Mio l’ho amato, l’ho divorato in una notte. Ha alcuni difetti, certamente. La Calmes pecca nel dare al lettore troppe informazioni, alcune di queste mai approfondite del tutto, ma perdonatemi: chi se ne frega! Quello che ci dà basta e avanza a farci entrare nella storia.
Questa volta è il mondo sotterraneo delle scommesse illegali e della malavita di Detroit a fare da sfondo alla nostra storia d’amore. Ed è Trevan, afroamericano di origine cubana, a raccontarcela, usando spesso dei flash back per spiegarci come si siano create determinate situazioni. I personaggi di questo libro rifuggono dallo stereotipo dell’eroe bello e buono. Sono spietati, ma con un loro codice d’onore. Tutto è vissuto all’estremo: l’amicizia, la lotta per il territorio del crimine, gli amori. A far battere il cuore di Trevan ci pensa Landry, un ragazzo dolcissimo che soffre di un disturbo bipolare. Chi ha problemi del genere, nell’arco della vita presenta un’alternanza di comportamento, passando da momenti di euforia a momenti di profonda depressione. Quando Landry conosce Trevan è nel pieno di una crisi, ha l’autostima pari a zero e non crede di essere abbastanza per Trevan. Per tutta la durata del racconto saremo testimoni degli attacchi, dei disagi e delle insicurezze di Landry.

A volte la vita gli precipitava addosso, e aveva bisogno di me per fermarla. Nell’attimo in cui riprendeva fiato e si riappropriava di sé, quando si rendeva conto di dove si trovava, tutto tornava improvvisamente a posto. Qualche volta gli bastava solo guardarmi, altre volte invece doveva toccarmi, stringermi le mani, baciarmi, scoparmi. Io gli davo tutto ciò di cui aveva bisogno per capire chi era e che andava tutto bene.
Di certo, era un equilibrio fragile, così com’era vero anche il contrario. A volte Landry doveva essere gestito, manipolato. C’erano delle volte in cui dovevo fare marcia indietro per fargli fare le sue scelte e lasciare che fosse lui a tornare da me. Per rispettare il suo orgoglio dovevo evitare di farmi carico di ogni questione. Ma dovevo anche stare attento e capire quando era troppo arrabbiato, cocciuto e agitato persino per rispondermi. Era una danza di cui conoscevo i passi.
Avevo provato molte volte – senza successo – a portarlo da un medico, uno psichiatra, uno psicologo, o da qualcuna di quelle simpatiche persone elencate nel volantino che aveva firmato con i suoi dipendenti per la copertura sanitaria. Il fatto che gli avessi consigliato di andare da uno strizzacervelli lo aveva confuso. Cosa, precisamente, pensavo ci fosse di sbagliato in lui?
Se dovessi descrivere cosa accadeva durante uno dei suoi crolli, sarebbe molto difficile, considerato che si risolvevano velocemente. Il momento prima stava stretto tra le mie braccia per riprendersi e l’attimo dopo mi chiedeva cosa volevo per cena. Nei primi sei mesi trascorsi insieme, ero persino arrivato a chiedermi se magari non fossi io quello un po’ pazzo e i crolli nervosi di Landry non fossero frutto della mia immaginazione perché volevo che avesse bisogno di me. Che fossi io a chiedermelo era però la prova che stavo bene. Il vecchio comma 2 tornava sempre utile per capire se eri fuori di testa. Non pensavo che l’uomo che amavo fosse pazzo, ma sapevo che aveva bisogno di molto più che amore e affetto.

La Calmes è stata bravissima nella costruzione psicologica di Landry, riesce a descrivere tutte le caratteristiche della malattia senza che il testo diventi pesante o malinconico.
Ci sono una serie di personaggi a fare da contorno alla loro storia. Ho provato a contarli, confesso di aver fallito: sono veramente tanti, forse troppi. Il problema non è il numero, ma la voglia di saperne di più che rimane dopo averli conosciuti. Al primo posto c’è l’angelo custode: Conrad. Killer professionista? Migliore amico di Trevan? Possibile amante in un presunto what if? Altro personaggio davvero interessate ed enigmatico è il nuovo boss: su di lui sappiamo davvero poco, e anche quel poco è incerto.
Appena finita la lettura sono andata a controllare il sito dell’autrice, ma con mio grande disappunto non ho trovato informazioni su un possibile seguito. La speranza comunque rimane, viste le varie storyline lasciate in sospeso.
Un libro che consiglierei a tutti coloro che amano lo stile dinamico di questa autrice, spesso caratterizzato da un crescendo costante dell’azione, e anche in questo caso dire che succede di tutto e di più non è che un eufemismo. E se per caso non conoscete ancora la Calmes, allora leggetelo. Correte il rischio di innamorarvi dei suoi personaggi. O magari di odiarli, è possibile anche quello. In ogni caso, vi garantisco che non potrete restarne indifferenti.
Alla fine di questo libro rimane una sola certezza: non sempre le cose vanno per il verso giusto. Non ci sono guarigioni miracolose: i personaggi di dubbia moralità rimangono tali e i personaggi malati continuano a esserlo. Trevan e Landry non sono perfetti, ma sono perfetti l’uno per l’altro.

Francine

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2 thoughts on “Mio, di Mary Calmes

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