Il maestro di eleganza, di Cecilia Ryan

SartorialistITLG

Autore: Cecilia Ryan
Lunghezza stampa: 60
Editore: Dreamspinner Press
Lingua: Italiano
Traduzione a cura di: Cornelia Grey
Acquistabile qui
 
Trama:

Quando Beau Brummell, maestro d’eleganza di corte, incontra un bel soldato a un ballo pieno di gente che ha iniziato ad annoiarlo, ha in mente solo una breve relazione e l’opportunità di dimostrare che l’abito fa il monaco. Toby, però, si rivela essere non solo bellissimo, ma anche un amante gentile e generoso e Beau presto finisce con l’innamorarsene. Malgrado all’inizio abbia acconsentito ai piani di Beau per permettergli di divertirsi, il geloso Principe Reggente dà un ultimatum: Toby deve tornare in Francia o qualcuno rischierà l’accusa di tradimento. Sapendo che Toby non ha molte speranze di sopravvivere alla guerra, Beau inizia a sprofondare nella depressione e nei debiti. È sicuro che lui e Toby non si rivedranno mai più…

Recensione:

Ho cominciato questo libro senza sapere cosa aspettarmi. Lord Brummell è un personaggio di un certo peso nella storia dell’epoca Regency e, direttamente o indirettamente, compare in tutti i romanzi di genere. Sappiamo di lui che il suo stile semplice (sober restraint il suo motto) ha scalzato nel gusto degli inglesi la predilezione per i colori sgargianti, le parrucche incipriate e ha introdotto un abbigliamento più sobrio con colori preferibilmente scuri, blu, marroni e verdi. Da non sottovalutare neppure l’amore per il sapone, un oggetto tenuto in alto disprezzo dalle generazioni precedenti. Di Brummel sappiamo che partecipava attivamente alla vita sociale dell’epoca, che ha fatto per molti anni parte della cerchia di confidenti e amici del Principe Reggente e che quando i due sono giunti alla rottura la sua stella è declinata. Il mio primo incontro con questa figura risale agli anni della mia adolescenza, quando ho visto in TV il film del 1954 con Stuart Granger. Ammetto che forse è stata proprio quella pellicola la miccia che ha acceso il mio amore per la letteratura storica, e per questo motivo agli occhi della mia fantasia Mr. Brummel avrà sempre il suo volto (è quello alto, ovviamente)

lord brummel

Comunque, terminato questo tuffo nel passato, torniamo al libro.
La società che ci presenta Cecilia Ryan è abbastanza diversa da quella di cui siamo abituati a leggere, soprattutto per l’alto grado di tolleranza con cui vengono accettate le relazioni omosessuali. Una parte di me, quella che adora Lord John Grey della Gabaldon o Maurice di Forster (benché appartengano ovviamente a periodi molto diversi) si ribella al pensiero di una società che tutto perdona perché comunque si è personaggi influenti.

Non avevo paura di essere impiccato, affatto: sapevo di avere abbastanza amici che mi avrebbero protetto da quel destino, anche senza il sostegno del Principe.

La sodomia era punita con la pena di morte, senza se e senza ma. Poi però viene in mente un Oscar Wilde, semplicemente imprigionato per le sue preferenze sessuali, e allora ti dici che sì, era effettivamente possibile godere di uno sconto di pena. Senza poi tenere presente il grado di depravazione di certi ambienti, di cui non si fa accenno nelle cronache mondane, ma di cui parlano ampiamente gli scritti privati.
La storia è molto godibile e si legge bene. Ovviamente, data la brevità, non ci si può aspettare l’approfondimento dei pensieri e delle personalità dei protagonisti in tutti i campi della loro vita, per cui di Mr. Brummel ci viene presentata quasi esclusivamente la parte relativa ai suoi sentimenti per i tre uomini che insieme a lui compaiono nel libro: Toby, Lord Alvanley e il Principe Reggente.
Toby è un soldato, un eroe di guerra. Di famiglia non nobile, è estraneo a tutti gli artifici della buona società londinese e per tutto il libro mantiene questa sorta di ingenuità che lo rende, per dirla citando i pinguini di Madagascar, carino e coccoloso. È pratico, va al sodo, accetta ciò che la vita ha in serbo per lui. Praticità dimostrata dal modo in cui non esclude, quando i due sono costretti a separarsi, di poter avere altri uomini. Si conosce e sa cosa gli piace. Non viene spiegato cosa lo attragga di Brummel, anche perché il libro è narrato in prima persona col solo punto di vista del Beau, però percepiamo un sentimento profondo.
Ma, se da un lato, Toby rappresenta l’amore con la A maiuscola, è il sentimento che lega Brummel ad Alvanley quello che, a mio avviso, viene descritto meglio e che mostra al lettore un diverso modo di amare.

Fui tentato di invitare Alvanley a fare l’amore con me ancora una volta, ma sapevo che l’avrebbe interpretato come se stessi cercando di comprare la sua offerta, che era completamente onesta. Non era così, ma ancora non ero attratto da lui dal punto di vista sessuale, sebbene fossi certo che avrei potuto soddisfarlo, visto che il mio amore per lui era così grande.

La loro relazione platonica ma fatta di attenzioni, gentilezze, vicinanza è davvero l’amore puro cantato da certi poeti medioevali. Brummel ama Alvanley, però non lo desidera. È possibile? Io credo di sì. Di lui ama l’anima più che il corpo, ma l’amore per essere completo deve comprendere entrambi gli aspetti, quello spirituale e quello carnale. O, perlomeno, è quanto sembra volerci dire l’autrice. Sotto questo aspetto, pur essendo completamente diversi, il libro mi ha ricordato il bellissimo Fiesta di Ernest Hemingway.
Il rapporto che invece lega il protagonista al Principe Reggente è molto più complesso, fatto di attrazione da una parte e mera tolleranza (per non dire sfruttamento) dall’altra. Di certo l’autrice è rimasta fedele alla figura storica di Giorgio e ci presenta un uomo alquanto sgradevole, nei modi e nelle intenzioni.
Come dicevo all’inizio, la struttura del libro fa sì che la luce della ribalta sia puntata esclusivamente su questi tre attori e sulla relazione che li lega, per cui non ci sono comparse più o meno approfondite che catturano il nostro interesse e ci lasciano con la curiosità di saperne di più. Così come l’autrice accenna e nulla più al Brummel pre-Toby. Il romanzo parte da quando il Beau incontra il suo bel soldato e finisce quando, anni dopo, i due si riuniscono. Tutto ciò che c’era prima e tutto ciò che verrà dopo, non conta.
In definitiva un libro consigliato per immaginare un personaggio già noto sotto una luce nuova. È piacevole e, come dicevo, si legge bene.

Vittoria

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