Proibito di Tabitha Suzuma

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Autore: Tabitha Suzuma
Lunghezza stampa: 353
Editore: Mondadori Collana: Chrysalide
Lingua: italiano
Traduzione a cura di: Lorenzo Borgotallo
Acquistabile qui

Trama:

Fuori, nel mondo, Lochan non si è mai sentito a suo agio. Gli altri sono tutti estranei, alieni… Solo a casa riesce a essere se stesso. Maya ha sedici anni, è una ragazza sensibile, delicata e molto più matura di quello che la sua età richiederebbe. Lochan e Maya sono fratelli, e hanno altri tre fratellini da accudire: Kit, Tiffin e Willa sono la loro ragione di vita e la loro preoccupazione più grande, da quando il padre li ha abbandonati per una nuova famiglia e la madre ha iniziato a bere, si è trovata un altro uomo e a casa non c’è mai. I giorni passano e solo una cosa ha senso: essere vicini, insieme, legati, forti contro tutto e tutti. Per Maya, Lochan è il migliore amico. Per Lochan, Maya è l’unica confidente. Finché la complicità li trascina in un vortice di sentimenti, verso l’irreparabile. Qualcosa di terribile e meraviglioso allo stesso tempo, inaspettato ma in qualche modo anche così naturale. Qualcosa che, ancor prima di iniziare, è già condannato.

Recensione:

Si possono chiudere gli occhi davanti a ciò che non si vuole vedere, ma non si può chiudere il cuore davanti a ciò che non si vuole sentire.
– Anonimo

A me piacciono i libri scomodi e, non lo nego, anche quelli sconci. Ho bisogno, ogni tanto, di una scossa che mi faccia battere forte il cuore. Però questa volta ho forse esagerato con il voltaggio. Era da molto tempo che volevo leggere questo controverso libro e sapendo già dell’argomento che trattava ho aspettato il giusto stato d’animo. E adesso, trascorsi alcuni giorni dacché l’ho finito, se penso a una parola per descrivere il sentimento che mi ha suscitato la prima che affiora è “empatia”. Sì, perché è stato impossibile leggere questa storia d’amore tra fratelli e non provare empatia. Al di là dei giudizi morali e penali (l’incesto è infatti considerato un crimine punibile con la reclusione o una multa nella maggio parte dei paesi europei, incluso il Regno Unito dove si svolge il nostro racconto) ho provato empatia. Non è una storia che si conclude con un vissero felici e contenti, e d’altronde come potrebbe esserlo?
Maya, sedici anni, e Lochan, diciassette anni. Lei estroversa, carismatica e dolce. Lui tutto il contrario: timido all’ennesima potenza, obbligato fin da giovanissima età a farsi carico della crescita dei fratelli più piccoli. Tabitha Suzuma ci presenta un testo così ricco nelle descrizioni che leggere i disagi interiori di Lochan è come essere insieme a lui in ogni momento, durante ogni attacco di panico. Lochan è la colonna che sostiene la famiglia. Maya la colonna che sostiene lui.

Ma allora perché… perché con Lochan è tutto diverso? La risposta è semplice: perché́ per me Lochan non è mai stato un vero fratello. Né un fratello minore fastidioso, né un fratello maggiore prepotente. Io e lui ci siamo sempre considerati sullo stesso piano. Siamo migliori amici da quando eravamo piccoli. Abbiamo condiviso per tutta la vita un legame più̀ stretto dell’amicizia. Insieme, abbiamo allevato Kit, Tiffin e Willa. Abbiamo pianto e ci siamo consolati a vicenda. Ci siamo visti l’un l’altra nei momenti più̀ vulnerabili. Abbiamo condiviso un peso che non è possibile spiegare al mondo esterno. Siamo stati presenti l’uno per l’altra; come amici, come compagni. Ci siamo sempre amati e ora vogliamo poterci amare anche in modo fisico. Vorrei spiegare tutto questo anche a lui ma so di non poterlo fare. Al di là di tutte le possibili spiegazioni per il sentimento che ci unisce, al di là dei miei tentativi di giustificarlo, so che la realtà̀ delle cose non cambierà: Lochan non potrà̀ mai essere il mio ragazzo. Tra i milioni e milioni di persone che abitano questo pianeta, lui è uno di quelli che non potrò̀ mai avere. Ed è una cosa che devo accettare anche se, come un acido sul metallo, mi corrode lentamente dall’interno.

Anime gemelle che passano dall’amore fraterno a quello carnale, il tutto descritto in un modo molto sofferto e mai volgare. I due ragazzi non vorranno ammetterlo, ma dovranno accettare che si amano. Proibito, però, non è solo un libro che affronta un tema difficile, è anche una critica sociale: ci presenta, infatti, una madre alcolizzata sempre assente e moralmente discutibile. Un padre che abbandona la famiglia senza farsi mai più vedere. Parla della connivenza dello stato e del sistema scolastico. Parla dei disagi esistenziali, di Lochan, Kit, Willa Tiffin e della stessa Maya.
La storia è narrata in prima persona da Lochan e Maya, ed è ambientata nella Londra del 2010, anno in cui è stato scritto il racconto. Il libro è bellissimo, da leggere a cuore aperto. Un libro che vale assolutamente ogni fiato trattenuto, e vi garantisco saranno tanti. Un libro dal sapore amaro, dai toni tristi e malinconici, a volte addirittura claustrofobici. Consigliato a chi non ha problemi a uscire dalla propria comfort zone e non ha paura di confrontarsi con i propri giudizi morali.

Francine

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