Costellazione di brufoli di Mauro Colarieti

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Autore: Mauro Colarieti
Lunghezza stampa: 418
Editore: Lettere animate editore
Lingua: Italiano
Acquistabile qui

Trama:
“Costellazione di brufoli” enfatizza una società moderna, dove gli atteggiamenti omofobici si stanno estinguendo e dove l’orientamento sessuale è un’etichetta sociale soltanto apparente.
Nel testo compaiono, in modo equilibrato, alcuni versi di canzoni collegate alla storia, di artisti musicali che spaziano da Mina ai Cage the Elephant.
Tra delusioni e soddisfazioni, i nostri protagonisti continuano a percorrere le loro vite, nascondendo segreti e ambizioni che nemmeno loro riescono a inquadrare e comprendere al meglio.
È una serie di situazioni narrate da ragazzi che dispongono di tanto ma che non si sentono mai abbastanza, membri tipici di una generazione che è propensa a sapere tutto, ma che, forse, capisce ben poco.

Recensione:
Complici le vacanze, ho letteralmente divorato il libro in due giorni nonostante la sua mole, e l’ho decisamente apprezzato. È un romanzo che parte a due voci, Fabrizio e Lohn, due adolescenti molto diversi fra loro. Belloccio, ricercato e viziato il primo; in carne, solitario e sfortunato il secondo.

Tutta la prima parte è una lunga introduzione, molto ben scritta e interessante, di questi due ragazzi che ancora non si conoscono e vivono in città diverse. Fabrizio entra a far parte di un gruppo di ragazzi gay, gli Artisti del retrobottega, e ha le prime esperienze sessuali e le prime delusioni amorose, circondato da un gruppo di amici, o pseudo tali che sembrano vuoti e superficiali. Lohn vive un’esistenza solitaria: scansato dai compagni, non tanto per il suo carattere introverso quanto per il suo aspetto, fa però amicizia con Daniele, un nuovo compagno di classe marchiato da una brutta esperienza che mostra in tutta la sua crudezza quanto possa essere distruttivo il potere dei social media. Si intuisce fin da subito come proseguirà la storia e ci si fa anche un’idea dei rapporti di forza tra i vari personaggi, anche se in seguito questa previsione verrà ribaltata.

La seconda parte è narrata solo attraverso il personaggio di Lohn, ed è qui che forse il libro comincia a perdere il suo equilibrio. Non nego che mi sarebbe piaciuto leggere anche il punto di vista di Fabrizio rispetto a ciò che succede. Lo avevamo lasciato in una situazione ambigua e lo ritroviamo al campo scout, improvvisamente attratto da questo ragazzo così diverso da lui senza che però ci venga mai spiegato da cosa nasce questo interesse. Vero che Lohn ha una grande personalità, però avere una finestra sui pensieri di Fabrizio sarebbe stato interessante, a meno che l’autore non abbia scelto volutamente di creare una forma di estraniamento dal suo personaggio.

Stessa cosa per la terza parte, dove addirittura entrano in gioco anche le voci degli amici di Fabrizio, che se da un lato servono a completare le sfaccettature del mondo adolescenziale, dall’altra lasciano il lettore un po’ perplesso a chiedersi perché siano state introdotte solo a questo punto e non prima. Ed è qui che la mancanza della voce narrante di Fabrizio nella seconda parte si fa più sentire: non conoscendo i suoi pensieri riguardo la nascita della storia con Lohn, ho fatto fatica a capire come i suoi sentimenti si siano evoluti, o per meglio dire involuti, e alla fine quello che ne risulta è solo un ragazzino egoista e frivolo.

Ho come avuto l’impressione che l’autore si identificasse di più con Lohn, l’emarginato, e riuscisse a descriverne meglio gli stati d’animo. Vuole dimostrarci che chi ha sofferto riesce ad essere più tollerante, più aperto verso le debolezze altrui. Quello che è certo è che da un punto di vista ‘umano’, Lohn esce vincitore su tutta la linea. Lui, con la sua forza morale, con le sue opinioni giuste, con la generosità e l’attenzione per gli amici.

Ottima la scrittura, che sa rendere alla perfezione la profondità del pensiero adolescenziale, perché non è vero che i giovani non sono capaci di analizzarsi e rendersi conto di ciò che li circonda, non tutti almeno, e ne è la dimostrazione questo libro che, nel bene e nel male, è uno spaccato abbastanza puntuale di cosa passa per la testa di un certo gruppo di ragazzi. Bella anche l’idea di inserire frasi prese da canzoni di vario genere per sottolineare o spiegare determinati concetti. La musica è davvero la colonna sonora costante della nostra vita ormai.

Il finale lascia con l’amaro in bocca e con un paio di situazioni in sospeso, ma se, come ho letto, Costellazione di brufoli è solo il primo volume di una trilogia, vedremo come si evolverà la storia nei prossimi romanzi. Sarei particolarmente curiosa di vedere approfondito Vincenzo, che non mi è dispiaciuto come personaggio, con i suoi silenzi esteriori e le urla interiori.

In definitiva un libro che consiglio e una buona prova per un autore molto giovane. Complimenti.

Vittoria

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