Un lungo fatale ultimo addio di Velo Nero

image

Autore: Velo Nero
Lunghezza stampa: 240
Editore: Newton Compton Editore
Lingua: Italiano

Trama:

Londra 1819.

Valéry Campbell sa di mettere a rischio la propria reputazione, quando si reca nella bisca di Lady Venom, ma deve impedire al padre di giocarsi tutto in una mano di carte. Sir Arthur Campbell però ha già barattato la tenuta di famiglia e, con l’acqua alla gola, tenta di vendere anche la figlia a un losco e ricchissimo libertino, Lord Baxton. Questi non è altri che lo zio di Charles, il figlio del duca di Ragland, anche lui ospite della bisca: è proprio in quest’occasione che Valéry lo rincontra, dopo anni, e scopre di provare qualcosa per lui. Naufragato l’estremo tentativo di ripagare i suoi debiti, Sir Arthur, in un accesso di disperazione, si suicida al tavolo da gioco. Da questo momento in poi la vita di Valéry si complica terribilmente. I trascorsi della sua famiglia non le permettono di sposare Charles e al tempo stesso si trova a lottare con tutte le forze per resistere ai tentativi di seduzione di Lord Baxton, al quale non vuole cedere.

Lo scontro tra i due è aperto e dichiarato: ma chi è davvero David Baxton?

Quel che Valéry pensa di lui corrisponde a verità?

Recensione:

Ho comprato questo libro perché attratta dalla splendida copertina e dal bellissimo titolo. Pensavo che fosse così particolare che lo avrei ricordato con facilità. Purtroppo la previsione si è rivelata errata e non riesco proprio a rammentarlo, anche se continua a piacermi molto. Sempre relativo al titolo, dopo aver letto il romanzo mi chiedo: ma cosa c’entra? Mi ero, appunto, immaginata una storia tragica con separazioni, struggimenti e quant’altro quando invece non c’è niente di tutto ciò. Ci sono, ovviamente, avvenimenti tragici, soprattutto all’inizio. Ci sono (pochi) momenti di suspense, c’è qualche batticuore.

La protagonista è Valéry Campbell, ereditiera senza più sostanze perché dilapidate dal padre libertino e depravato, la quale, per mantenere sé, la madre e la sorella, è costretta a lavorare in un collegio femminile come governante e insegnante. Valéry potrebbe anche essere un bel personaggio e si ispira a tante eroine volitive e coraggiose, se non fosse per gli sbalzi d’umore improvvisi che mi hanno infastidita non poco durante la lettura. Non credo, però, che queste fossero le intenzioni dell’autrice, nel senso che ho avuto l’impressione che spesso questi cambiamenti repentini dipendessero da una scelta verbale errata al fine di evitare di ripetere i tanti ‘disse’ che inevitabilmente si trovano in un romanzo. Il risultato comunque è una serie di reazioni poco adatte al momento. Inoltre di Valéry mi ha convinto poco il cambiamento nei confronti di Lord Baxton, troppo repentino per i miei gusti. Capisco l’attrazione, capisco l’amore celato da disprezzo, non capisco come possa passare da credere di odiarlo un attimo prima a cercare di sedurlo quello dopo. Infine gli atteggiamenti quando sono a casa di lui la prima volta: ho trovato poco verosimile che una ragazza di buona famiglia di inizio ottocento si senta tanto a suo agio a stare nuda in presenza di un uomo, anche se ormai ha capito di esserne innamorata. Non è compatibile con l’educazione, né di Valéry né delle ragazze dell’epoca. Un minimo di pudore me lo aspetto, almeno la prima volta.

David. Lui è un mistero stereotipato. E non è una contraddizione in termini. Piano piano sappiamo tutto di lui. Vita, morte e miracoli (è sia il diavolo che l’acquasanta) eppure rimane un mistero, o più probabilmente non l’ho capito io, cosa lo muove veramente. È innamorato di Valéry, va bene, ma trovo strano che un uomo con la sua esperienza, con il suo potere, con i suoi segreti ceda così, senza lottare. Avrei preferito vederlo più tormentato, vedere la sua lotta interiore, vedere in che modo cerca di opporsi all’amore che piano piano lo sconfigge e lo fa suo prigioniero. Invece no, passiamo dallo stuzzicare Valéry per rendersi odioso ai suoi occhi al chiamarla con dei nomignoli che francamente ho trovato poco adatti al personaggio. E non perché non possa usarli ma perché succede troppo in fretta.

Ho fatto un po’ di fatica anche a seguire i personaggi secondari, troppi e sempre tutti insieme, non si capisce chi è sposato con chi e perché (però ammetto che potrebbe essere un problema mio). E ho avuto qualche difficoltà anche con i dialoghi troppo poco spontanei e molto scontati, con differenze di registro non indifferenti.

Da ultimo, una nota assolutamente negativa per i cambiamenti improvvisi di punto di vista. Non riesco proprio a farmi piacere quando in paragrafi successivi si passa dal punto di vista di un personaggio a quello di un altro, senza stacco né niente. A mio avviso crea solo confusione nel lettore che deve continuamente fare mente locale su chi sta parlando in quel momento. Sinceramente, una cosa del genere potrei aspettarmela da un autore che si autopubblica e che non ha alle spalle l’esperienza di editor professionisti, ma da un libro che esce con una casa editrice che, nel bene e nel male, ha un nome pretendo di più.

In definitiva un libro che parte bene, ma non riesce a mantenere le promesse. L’intreccio è ottimo, ma lo svolgimento non mi ha convinta.

Vittoria

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...