Col nostro sangue hanno dipinto il cielo di Eleonora C. Caruso

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Autore: Eleonora C. Caruso
Lunghezza stampa: 40
Editore: Speechless
Lingua: Italiano

Trama

Shun ha 25 anni e vive in una Tokyo vanesia e spersonalizzata. Shun è un host, uno degli accompagnatori più richiesti del Parfume, locale frequentato da uomini e donne, giovani e non, in cerca di affetto, comprensione e una parvenza di amore. Shun finge di amare le proprie clienti, e loro pagano per questa illusione. L’incontro con il giovane Toru potrebbe cambiare la sua vita, ma Shun è stanco e la sua storia, per sua stessa ammissione, è una di quelle nelle quali non aveva perso niente né imparato niente. “La maggior parte delle storie finisce così”. La Tokyo di Eleonora Caruso è malinconica e affascinante nella sua crudezza, e rappresenta con disincanto e cinismo l’immaginario pop giovanile.

Recensione

Ho apprezzato tantissimo questo racconto di Eleonora Caruso.
Mi è ha convinta il protagonista. Un host ormai agli sgoccioli della carriera in un mondo dove a venticinque anni si è già vecchi, Shun osserva con sguardo distaccato tutto ciò che lo circonda, incluso se stesso. Tocca con mano la solitudine delle persone e riconosce lo squallore in cui vivono ma riesce, quasi miracolosamente, a conservare una certa affascinante innocenza.
Mi ha convinta l’ambientazione. Una Tokyo che assomiglia a una mantide religiosa: si serve di te e poi ti sputa senza rimorsi. Una città che tutto prende, alimentata, come dice il protagonista, dal desiderio. Desiderio che rimane sempre e comunque insoddisfatto e spinge alla disperazione.
Ed è proprio la disperazione l’altro personaggio di questa storia. Una disperazione cosmica – il folle che urla sul marciapiede la frase che dà anche il titolo al racconto ne è il portavoce – e una disperazione personale, quella delle donne e degli uomini che devono rivolgersi a qualcuno e pagarlo per sentirsi amati. L’amore (il sentimento, non quello fisico) visto come un prodotto commerciale. Bellissima la riflessione di Shun quando dice: L’amore è un prodotto come un altro. Se fosse una cosa seria non lo userebbero per vendere i CD. Eppure una scintilla di questo ‘prodotto’ scalda per un secondo il suo cuore. Uno sprazzo che forse neanche lui riconosce, o forse sì.
Mi ha convinta la scrittura. Pulita, precisa, senza fronzoli. La signora Caruso ha delle cose da dire e ce le dice in faccia, senza nascondersi dietro astrusi concetti filosofici. La vita è questo, che vi piaccia o no. La vita sono persone che bevono continuamente per dimenticarsi di essere vivi. La vita è la mancanza di speranza delle studentesse liceali che capiscono subito come gira il mondo – il loro mondo, verrebbe da dire, ma forse anche il nostro. La vita è una donna che credeva nell’amore e che si ritrova come posta in gioco di una partita di carte. La vita è una scatola.

Vittoria

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