Head-On di John Inman

head on

Titolo: Head-On
Autore: John Inman
Lunghezza stampa: 216
Editore: Dreamspinner Press
Lingua: Inglese

Sinossi:

Gordon Stafford ha ventisei anni e sente che i suoi giorni sono contati, o perlomeno così spera. Consumato dal rimorso e dal dolore per aver causato, due anni prima, un orribile incidente automobilistico nel quale un uomo ha perso la vita, Gordon si sveglia ogni mattina pensando al suicidio. E se la legge gli impone di lavorare per riscattare le proprie colpe, la redenzione personale è un traguardo molto più difficile da raggiungere.

Poi Squirt, un senzatetto che porta sulle spalle il peso delle proprie croci, lo salva da un destino terrificante. Da un giorno all’altro, Gordon trova non solo una nuova luce da seguire, e forse uno scopo nella vita, ma anche la possibilità di scoprire l’amore e uscire dalla spirale negativa dentro la quale è caduto.

Quello che Gordon non avrebbe mai immaginato è che la strada verso l’autoassoluzione ‒ e la possibilità di venire nuovamente accettato e amato ‒ gli arrivasse proprio dalla persona che ha ferito maggiormente.

Recensione:

Ho tenuto d’occhio questo libro sin da quando la Dreamspinner ne ha annunciato l’uscita ma per un motivo o per l’altro ho rimandato l’acquisto fino alla settimana scorsa. Ammetto di essere stata attirata prima di tutto dalla copertina, decisamente molto d’effetto e non sono rimasta affatto delusa, anzi. Il libro è splendido, soprattutto la prima parte, quella in cui viene descritta la vita senza scopo di Gordon, le giornate trascorse all’insegna di un rimorso schiacciante e paralizzante. L’autore è stato bravo a trasmettere tutta l’angoscia esistenziale di quest’uomo senza scadere nel banale e nel cliché. Gordon è in certo senso morto dentro e quel revolver carico che tiene nel mobile del bagno è una minaccia/consolazione continua. Non è una persona cattiva: è un giovane brillante che, con l’arroganza e la spensieratezza della gioventù, commette un errore che costa la vita a un essere umano, un suo coetaneo. Vive distaccato da tutto e tutti, le uniche persone con cui interagisce sono il poliziotto che segue la sua riabilitazione e la vecchia donna di colore che gestisce la mensa per i poveri presso la quale svolge il servizio civile. Poi arriva Squirt ed è amore a prima vista. Inizialmente uno potrebbe chiedersi com’è possibile che Gordon si lasci andare così totalmente e all’improvviso, ma credo che dentro di sé, in profondità, capisca che abbandonarsi alla purezza e bontà del giovane sia l’unico modo che ha di salvarsi. Da una parte vede se stesso, colpevole di un crimine orrendo, e dall’altra la bontà, l’altruismo, la semplicità di Squirt e si rende conto, anche se inconsciamente, che stargli vicino è l’unica redenzione possibile.Il colpo di scena che il lettore si aspetta dopo aver letto il blurb, cioè la scoperta del ruolo che uno ha avuto nella vita dell’altro, avviene solo a libro inoltrato, quasi alla fine e per tutta la lettura c’è questa sensazione di ‘impending doom’, si sa che prima o poi deve succedere qualcosa di brutto e a ogni pagina ci si chiede come e quando il castello fatato che i due si sono costruiti crollerà. E quando succede è, incredibile a dirsi, un colpo di scena, gestito con molta maestria e sobrietà da parte dell’autore.La scrittura è pulita e semplice, l’unica cosa che non ho apprezzato sono le sdolcinatezze nelle descrizioni delle scene di sesso: troppo mielose. Per il resto un libro bello che vale decisamente la pena di leggere.

Vittoria

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